Il deputato Enrico Baroni (M5S) si dice convinto della necessità di procedere ad una riforma organica del settore dei giochi.

Illustrando un emendamento al dl Fiscale, in discussione alla Camera, Baroni ha detto che i ripetuti interventi normativi degli ultimi anni non hanno sortito l’effetto auspicato di ridurre le dimensioni del fenomeno. Peraltro, Regioni e Comuni hanno introdotto misure a livello locale senza che vi fosse una logica complessiva di sistema. L’emendamento proposto ( su cui il Governo ha espresso contrarietà) costituisce dunque uno strumento utile per disciplinare tutto il settore in maniera strutturale.

Lo stesso ha presentato una proposta volto a prevedere misure di prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo, in particolare stabilendo su tutto il territorio il divieto di collocazione di apparecchi per il gioco in locali che si trovano a una determinata distanza da istituti scolastici, centri di formazione per giovani, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, ed altri luoghi sensibili.

Sottolineando come la questione fondamentale sia quella di capire cosa si vuole fare dell’industria del settore su un periodo di lungo respiro, almeno di qui a 10 anni, ritiene infondata l’accusa secondo cui disposizioni come quelle proposte favorirebbero la diffusione del gioco illegale. Si tratta di temi per lui fondamentali, rispetto ai quali sarebbe addirittura disposto a metter in discussione il suo ruolo di deputato. Ha invitato a prendere spunto dalle scelte di altri Paesi europei, che hanno regolamentato il settore del gioco con severità, come ad esempio la Francia, nella quale l’industria del gioco d’azzardo è infatti meno fiorente. Dopo aver deciso di ritirare l’emendamento il rappresentante dei Cinque Stelle ha annunciato che la stessa proposta verrà presentata alla legge di Bilancio.