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(Jamma) Quanto inciderà l’intervento di riordino sul settore del gioco sul gettito erariale? “Il gettito del gioco sta registrando un calo già da ora, nei primi mesi del 2017, e questo prescindendo dalla riforma. Non abbiamo ancora fatto una stima precisa, ma alla fine dell’intera operazione, quando avremo dunque ridotto sia il numero di slot che dei punti gioco, penso che si andrà oltre il 10 percento del gettito”. Così il sottosegretario all’Economia oggi a Radio 24 per illustrare il piano su cui Stato e Enti Locali hanno raggiunto l’intesa nei giorni scorsi.

“In totale in Italia resteranno 55mila punti gioco: 35mila tra bar e tabacchi e 18mila tra tutte le altre tipologie “. Quali e quante saranno le slot che verranno disintallate? “Le slot saranno quelle meno produttive e non improduttive, se riducessimo una o due macchinette il ragionamento potrebbe avere senso, ma visto che ne togliamo 125mila la perdita di gettito erariale è sicura. Abbiamo cercato di contenerla togliendo quelle che incidono meno in termini di entrate”.

Così si finirà per giocare fuori dall’Italia o addirittura online? “I veri problemi sono il gioco illegale e quello online. L’online è la sfida sulla quale, a dire il vero , siamo tutti in ritardo. Serve una legislazione europea, che ancora non c’è, come del resto non ne esiste una sulla pubblicità. Da parte nostra, stiamo lavorando a un decreto molto più rigoroso sulle logiche di accesso, così da rendere chiaro chi è legale e chi non lo è nell’offerta dell’online”.

Quanto al futuro del settore e agli effetti della riforma in termini occupazionali Baretta conclude osservando: “Oggi siamo di fronte a una filiera di piccoli operatori, sarebbe bene che entrassero nel grande gioco in un’ottica di consorzio. L’allargamento della platea dei concessionari e una maggiore competitività tra coloro che si presentano alle gare sarebbe utile”.

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