«Senza un regolamento attuativo per gli esercizi commerciali dove si pratica il gioco d’azzardo legale, nulla cambierà. In pratica, anche le norme recentemente approvate dal consiglio comunale di Aviano (PN) per disciplinare orari e distanze da siti sensibili per i locali che praticano il gioco d’azzardo, rischiano di rimanere inapplicate». A sostenerlo Angela Tassan Mangina, consigliere di minoranza (Pd), promotrice di più iniziative contro il gioco d’azzardo.

«Non è sufficiente vietare il gioco d’azzardo nelle vicinanze di scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, spazi di aggregazione giovanile e per anziani, istituti di credito, esercizi di compravendita di oggetti preziosi, stazioni ferroviarie, uffici postali, centri commerciali, asili nido e caserme – specifica Angela Tassan –. Non basta neanche ridurre gli orari di apertura delle sale giochi, dalle attuali 13 a 10 ore giornaliere, festivi inclusi, e ben poco incide la riduzione dell’orario dalle attuali 8 a 7 ore di apertura per gli esercizi pubblici dotati di slot machine». Lo riporta il Messaggero Veneto.

Secondo il consigliere Pd è necessario predisporre la riduzione delle imposte comunali per coloro che rifiutano di ospitare le slot machine nei loro locali. Le stesse imposte vanno invece incrementate agli esercizi commerciali che praticano il gioco d’azzardo legale.

Non solo. «Dove viene praticato il gioco d’azzardo e in tutti i locali comunque provvisti di slot machine, andrebbero introdotti diversi obblighi comportamentali – specifica Tassan Mangina –. Vanno esposti cartelli informativi sulle norme che regolano il gioco d’azzardo, soprattutto, sui rischi patologici di tale pratica. Va inoltre evitata qualsiasi forma di pubblicità sulle vincite realizzate nel locale, vanno vietati fumo e consumo di alcolici a ridosso delle slot machine. Nella sala del gioco d’azzardo devono esserci orologi ben visibili, luminosi e con timer sonoro nelle vicinanze delle slot per favorire il controllo del tempo da parte dei giocatori».

Da ultimo, conclude, va vietato al gestore del locale e ai dipendenti di grattare, manualmente o con dispositivi automatici, al posto del giocatore i tagliandi del Gratta e vinci.