Accordo fatto sull’integrazione al protocollo per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid -19. Dopo una lunga notte di lavoro, imprese sindacati e governo hanno trovato alla fine l’intesa sulle “proposte di adeguamento” delle regole per la tutela della salute e dei lavoratori in vista del 4 maggio, data di fine lockdown in cui riapriranno alcuni tra i più importanti comparti industriali del Paese, manifattura, costruzioni, parte dei servizi alle persone e alcune attività commerciali.

Il confronto tra sindacati e imprese, partito a mezzanotte scorsa, è stato duro, in alcuni passaggi un vero e proprio scontro, come sulle sanzioni e sui tamponi a i lavoratori di aree di crisi. All’alba nonostante le parti sociali non avessero ancora trovato la quadra, il governo è entrato nella riunione.

Poi la mediazione: saranno sospese le aziende che non rispetteranno le regole di tutela della salute previste dal protocollo mentre sulla decisione per i tamponi ai lavoratori è stato coinvolto il medico competente. “È stato un confronto lungo, andato avanti per tutta la notte, che si è concluso in modo proficuo e positivo. Un confronto dal quale, in vista dell’avvio della ”fase 2”, la tutela della salute di tutti i lavoratori – la bussola che ci ha sempre guidati – esce ulteriormente rafforzata. Questo era il nostro obiettivo iniziale e lo abbiamo nuovamente centrato”. Lo scrive Confcommercio.

Così il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, su Facebook ha commentato commenta l’intesa raggiunta. “Ancora una volta, Governo e parti sociali si sono dimostrati attenti alla sicurezza dei lavoratori e, più in generale, dei cittadini. Un ulteriore passo avanti per garantire alle nostre imprese di ripartire”, conclude