In un report dell’Ufficio Studi CGIA Mestre si legge che nel corso del 2020 l’emergenza pandemica da COVID – 2019 ha determinato una situazione di crisi internazionale molto grave. L’incertezza che si è creata, il blocco del commercio internazionale, i provvedimenti adottati di sospensione dell’attività e di restrizione nella circolazione delle persone hanno fatto si che, nonostante le somme messe a disposizione si sia determinata una terribile crisi economica. Per il 2020 guardando al nostro Paese, le previsioni indicano una caduta del PIL attorno al 10% (non era mai accaduto), i consumi delle famiglie si contraggono del 9% e gli investimenti del 13%.

Si sono persi circa 500 mila posti di lavoro, legati soprattutto al mancato rinnovo di contratti a tempo determinato e a mancate assunzioni. Non si è ancora avuto un vero e proprio tracollo sia per il divieto di licenziamento, che per il continuo ricorso alla Cassa Integrazione.

La sospensione delle attività, stabilita con DPCM, non ha avuto la medesima durata per tutti i settori. Le Sale Gioco sono state tra i settori economici che hanno subito il più lungo periodo disospensione dell’attività. A maggio 2020 la maggior parte degli esercizi commerciali hanno ripreso la loro attività, ma non le Sale Gioco, per loro la chiusura si è prolungata ben oltre. Inoltre,il DPCM del 24/10/2020 ne ha previsto di nuovo la chiusura, dal 26 ottobre, mentre il successivo DPCM del 3 novembrene ha prolungato la chiusura (per tutto ilterritorio nazionale) sino al 3 dicembre.

Report CGIA Mestre

Per avere un’idea dei danni economici che l’emergenza COVID ha causato per il comparto del Gioco Lecito in Piemonte, si considerano due scenari:

  • Uno scenario ottimistico, in cui si ipotizza 138 giorni di chiusura (quelli giàprevisti sino al 3 dicembre);
  • Uno scenario pessimistico, in cui si ipotizza 166 giorni di chiusura (nell’ipotesi incui le imprese del settore rimangano chiuse sino alla fine del 2020).

Inoltre, per ognuno dei due scenari si effettuano due diverse rappresentazioni:

1) Nella prima, si considerano gli andamenti delle principali variabili poste uguali a 100 nel 2015, in questo modo si può avere un’idea delle rilevanti tensioni economiche a cui sono state sottoposte le aziende del settore;

2) Nella seconda si considerano le variazioni rispetto al 2019. In entrambi i casi non si considerano gli effetti del distanziometro, in modo da porre in evidenza il solo «Impatto COVID»

La stima della raccolta 2020 è stata effettuata partendo dal dato relativo al 2019 ed effettuando una doppiacorrezione. In primo luogo si è ridotto il fatturato nella stessa misura prevista dai tecnici dell’Amministrazione Finanziariaper tenere conto degli inasprimenti del PREU e della riduzione del PAYOUT (si veda relazione tecnica alle Legge diBilancio 2020); in secondo luogo si è ridotta la raccolta in proporzione ai giorni di chiusura.

Se si considera il 2015 come anno base, si possono osservare le rilevanti tensioni a cui è stato sottoposto il settore. Nello scenario ottimistico, il fatturato da 100 si è ridotto a 33, in quello pessimistico a 30. La rappresentazione evidenzia invece la «tenuta» del gettito per effetto degli inasprimenti delle aliquote del PREU.

 

CGIA Mestre 1 rappresentazione

A causa dei periodi di sospensione dell’attività dovuti all’emergenza COVID gli operatori del settore hanno subito gravissime contrazioni del fatturato. Nello scenario ottimistico, la riduzione del fatturato medio è del 40%, mentre quello pessimistico raggiunge il 46%.

 

CGIA Mestre 2 Rappresentazione

  • La grave emergenza sanitaria e i conseguenti provvedimenti di contenimento, hanno determinato una grave e generalizzata crisi economica. Il settore del gioco lecito, già provato dai continui e incessanti inasprimenti fiscali, da norme restrittive a livello locale, è tra quelli per i quali si prevedono i più lunghi periodi di sospensione.
  • Nel 2020 il fatturato degli operatori si fortemente ridotto, mentre sono numerosi i fattori di criticità che ne mettono a forte rischio la continuazione dell’attività:

Forte incertezza per il futuro, legata non solo (come per tutti gli operatori) alla situazione economica, ma anche ai provvedimenti regionali che li costringono a chiudere nel momento in cui non rispettano le distanze da luoghi sensibili;

L’impossibilità di coprire i costi fissi, data la contrazione del fatturato senza precedenti.

L’obbligo di investire nella propria azienda considerato che gli apparecchi devono essere adeguati alle variazioni del PREU e del PAYOUT, e la difficoltà di ottenere finanziamenti dagli Istituti di Credito.

  • In tale situazione il rischio è che le imprese, che fino a questo momento hanno resistito, decidano di cessare la propria attività.