Il Tar Campania ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro il Comune di Napoli in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza di chiusura di un esercizio di raccolta scommesse e sala VLT.

Per il Tar “Considerato che: ad un primo esame, tipico della fase cautelare, il provvedimento impugnato appare esente dalle dedotte censure, posto che il locale individuato dalla società ricorrente si trova di fronte ad un istituto scolastico e vicino ad uno sportello bancario e che, pertanto, non sussistono i requisiti previsti dall’art. 6 del Regolamento sale da gioco e giochi leciti approvato con Deliberazione di Consiglio comunale n. 74 del 21 dicembre 2015, in merito al rispetto delle distanze minime dai luoghi cd sensibili, sulla cui legittimità si è già pronunciato questa Sezione con le sentenze n. 2346/17 e n. 1567/17, confermate dal Consiglio di Stato (cfr. CdS, Sez. V, sentenze n. 4145/18 e n. 4224/18).

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Terza), respinge la richiesta di sospensione cautelare dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati. Condanna la società ricorrente al pagamento, in favore dell’amministrazione comunale di Napoli, delle spese della presente fase cautelare, che liquida in € 500,00 (cinquecento/00)”.