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‘Il Consiglio di Stato, con due Sentenze, ha ritenuto infondati e, pertanto, respinto tutti i motivi di appello presentati da due concessionarie di  sale bingo , la “Jackpotalto” S.r.l. e la “Napoli Bingo” S.r.l., avverso altrettante Sentenze del TAR Campania che, lo scorso anno, si era pronunciato nel senso di non ritenere accoglibili le loro richieste di annullamento sia del “Regolamento Sale da gioco e giochi leciti” sia dell’Ordinanza del Sindaco di Napoli (la n. 387/2016) in materia di limiti orari di funzionamento delle sale gioco’.

Consì in una nota l’Assessorato alle attività economiche, al bilancio , alla casa e al lavoro del comune partenopeo riferendosi alle pronunce sul testo entrato in vigore nel 2016 (poi aggiornato a ottobre 2017) stabilisce che le sale giochi devono essere distanti almeno 500 metri da luoghi sensibili come scuole e chiese, e che non posso rimanere aperte oltre le fasce orarie stabilite: dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 18.00 alle 23.00. In una delle pronunce si chiarisce che “La sentenza impugnata ha adeguatamente dato conto di una serie di elementi di fatto sufficientemente giustificativi delle determinazioni assunte”, scrivono i giudici della Quinta sezione, evidenziando in particolare “la innegabile notorietà del fenomeno della ludopatia”. Il Consiglio di Stato giudica legittima la retroattività del regolamento, che si applica anche alle sale giochi in attività prima della sua entrata in vigore.

“Anche la Suprema Corte Amministrativa, quindi, ha affermato la piena legittimità della disciplina del Comune di Napoli in materia di sale da gioco, specie per quel che riguarda le distanze minime dai cd. “luoghi sensibili” e la regolamentazione oraria dell’offerta del gioco nella Città partenopea, ribadendo, sulla scorta di un orientamento ormai consolidato della Corte Costituzionale, che l’interesse sotteso a tale disciplina, ossia la tutela della salute pubblica, prevale sul principio della libera iniziativa economica dei privati” conclude la nota

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