“Il settore del gioco ha raggiunto un certo grado di maturità. Si è stabilizzato il margine netto, con l’eccezione dell’online che è un settore ancora in crescita. Questo è il momento in cui un riassetto organico potrebbe essere molo utile”.

Lo ha detto il Prof. Marco Spallone, Università di Pescara – Luiss, intervenendo all’Assemblea Pubblica “Gioco legale: una riforma condivisa nell’interesse del Paese”. Incontro organizzato per permettere alle rappresentanze di confrontarsi con le istituzioni sullo stato del settore del gioco legale e sul suo necessario riordino nell’interesse dei consumatori, delle istituzioni, degli operatori e delle imprese.

“Finalmente c’è una condivisione a livello di filiera. Poi c’è l’incertezza generata da una serie di provvedimenti non organici, con promesse di riforma che poi non sono arrivati al risultato sperato. Nel corso degli anni abbiamo osservato un’interazione positiva tra le istituzioni pubbliche e il mercato del gioco. C’è stata comprensione da parte delle istituzioni pubbliche delle necessità del settore. Il gioco illegale è stato combattuto fino a qualche anno fa nel miglior modo possibile. Rispetto molto il lavoro fatto da Guardia di Finanza e chi fa enforcing. Però da economista resto convinto che il modo migliore per combattere l’illegalità sia quello di fornire i giusti incentivi. E questi sono stati forniti, lo sforzo è stato quello di rendre il gioco illegale poco attrattivo, o meglio non molto più attrattivo del gioco legale. Questo fa sì che i giocatori non migrino. Mi sembra adesso che ci stiamo invece allontanando da questa strada maestra ed è anche questo uno dei motivi di urgenza di riforma. C’è una situazione che si è venuta a creare che mette di nuovo il settore dei giochi a rischio. Togliendo il discorso degli incentivi è stato fatto uno sforzo molto importante per aumentare la consapevolezza dei giocatori e a questo ha contribuito anche la pubblicità, quella informativa. Togliere del tutto la possibilità di comunicare attraverso i mezzi pubblicitari con in consumatori significa dare uno shock signficativo alla consapevolezza dei consumatori, che è una delle barriere più importanti contro la diffusione del gioco illegale. Ci siamo messi quindi in una situazione non tanto promettente. Quando le riforme e gli interventi sono disorganici generano incertezza. Oggi è difficile convincere gli investitori a fare investimenti e siamo in un momento in cui gli investimenti sono cruciali, sia per la crescita del settore ma proprio per l’innovazione tecnologica del settore, che è molto importante affinchè il gioco problematico venga in qualche modo limitato. Secondo me lo sforzo importante è quello di dare consapevolezza e certezza di medio-lungo termine a chi opera nel settore e questo si può fare sono tramite una riforma organica. In Piemonte, con una delle legislazioni più restrittive, si è osservata quasi una sostituzione uno a uno tra quella che era offerta di gioco legale con quella illegale. Nelle regioni in cui le leggi non sono equilibrate, sono più restrittive e si marginalizza l’offerta il gioco illegale prende il sopravvento, trova terreno fertile, torna ad essere attrattivo. E’ ovvio che così apriamo la strada alle infiltrazioni criminali”.