“E’ necessario un intervento urgente di riforma. C’è la necessità di rendere la normativa sui giochi omogena nei territori e in armonia con la riserva statale. Va sottolineato il ruolo fondamentale di supporto degli operatori di settore per la messa a terra”.

Lo ha detto Stefano Zapponini, presidente di Sistema Gioco Italia, intervenendo all’Assemblea Pubblica “Gioco legale: una riforma condivisa nell’interesse del Paese”. Incontro organizzato per permettere alle rappresentanze di confrontarsi con le istituzioni sullo stato del settore del gioco legale e sul suo necessario riordino nell’interesse dei consumatori, delle istituzioni, degli operatori e delle imprese.

“Oggi è necessario guardare al settore in tutte le sue componenti per aprire un confronto, avviare insieme un dialogo e auspicabilmente una fattiva collaborazione di tutta la filiera. Indispensabile è anche il confronto con i sindacati, come stiamo già facendo, avendo richiesto al Mise l’apertura di un tavolo di crisi per gestire le criticità dei territori da un lato e per pensare ad un nuovo modello di gestione delle risorse umane avviando un contratto di settore. Serve fare squadra, perchè il progetto di riforma è complesso. Oggi senza riforma è in gioco la sopravvivenza di tutto il settore. Serve una riforma equilibrata, sostenibile, capace di coniugare le esigenze dei diversi attori in campo. Una riforma indispensabile per garantire controllo, legalità, sicurezza, salute, occupazione. Abbiamo manifestato apprezzamento alle linee di indirizzo di questo governo, che da subito ha assunto un impegno nell’attuare il riordino. Occorre procedere bene e velocemente. Da troppo tempo ormai siamo trattati come controparte dello Stato, quando in realtà siamo il suo braccio operativo. Siamo in prima linea, al fianco dello Stato. Siamo molto più di un’importante fonte di gettito erariale. Di fronte alla crescita domanda di gioco non devono diminuire il presidio pubblico e la legalità, ma è quanto sta accadendo. La regolamentazione del settore deve essere equilibrata e coerente. Il gioco legale non va confuso con quello illegale, come spesso, troppo spesso, continua irresponsabilmente ad accadere. Una confusione che disorienta il cittadino e non risolve i problemi. Abbiamo dovuto combattere per escludere dal ‘total ban’ la pubblicità informativa, che è l’unica modalità per consentire al giocatore di riconoscere il gioco legale da quello illegale. E’ giunto il momento che il pregiudizio e la demagogia lascino spazio alla ricerca di soluzioni responsabilmente condivise”.