Ci sono anche le sale giochi, le scommesse e i bingo tra le attività ormai chiuse da sei mesi. La riapertura potrebbe essere consentita dal 16 gennaio, ma i segnali provenienti dal governo non sono proprio dei migliori.

Il governo è molto causto sulle riaperture previste per il 16 gennaio prossimo.

La valutazione del Comitato Tecnico Scientifico, soprattutto per quanto riguarda le Regioni che a metà gennaio torneranno in fascia gialla, è già iniziata. Sono infatt stati avviati i lavori di un tavolo tecnico con il ministri interessati per riuscire ad accelerare i tempi.

Palestre, piscine e centri estetici sono tra quelli ritenuti più a rischio contagio e la cautela è al massimo. Nelle piscine, secondo quanto scrive il Corriere della Sera,  si sta valutando la possibilità di far entrare una persona per corsia. Le scelte del Governo saranno condizionate dall’andamento della curva epidemiologica, ma in questi giorni sta lavorando per riaprire almeno quelle specialità che possono essere svolte in modo individuale. La riapertura di cinema e teatri rischia di slittare ulteriormente, così come quella delle sale da concerto. In questo caso il problema non è all’interno delle strutture, ma più che altro all’esterno con le file agli ingressi. La riapertura dei musei potrebbe essere più semplice, sempre con ingressi contingentati e su prenotazione. I gestori dei locali pubblici, intanto, sono pronti alla battaglia in quanto, dopo le limitazioni imposte nel periodo festivo, bar e ristoranti, che hanno già un protocollo davvero molto rigido, che prevede un massimo di quattro persone a tavola, potrebbero non tornare ad accogliere i clienti a pranzo e a cena. Assolutamente escluso un eventuale via libera per i grandi eventi, le discoteche e tutte quelle occasioni che prevedono un numero alto di persone nello stesso luogo.

Ma le sale gioco? Classificate ad alto rischio contagio già nel marzo scorso, sono tra le attività che hanno adottato tutti i protocolli previsti per la riapertura. Nonostante questo hanno potuto riaprire solo nel giugno scorso, tra le ultime tra quelle a cui è stato dato il via libera. Ora il timore è che vengano adottate le stesse riserve di allora senza tener conto delle reali catarreristiche di questi luoghi dove possono essere garantite misure di sicurezza così come molti altri esercizi commerciali.