Ventisette condanne (che vanno da 1 fino a 12 anni di carcere, ndr) sono state chieste nei confronti di altrettanti imputati coinvolti nell’operazione antidroga denominata «Beni Stabili» che, con gli agenti della Squadra Mobile, ha sgominato due presunti gruppi criminali specializzati nel traffico di stupefacenti a Taranto. Gli imputati erano in tutto 31: in 27 hanno scelto l’abbreviato, uno è deceduto mentre gli ultimi 3 hanno optato per il rito ordinario.

Uno dei due presunti gruppi avrebbe avuto come base il noto fortino della droga di via Plinio e poteva contare su una rete di pusher che arrivava anche agli studenti delle scuole superiori. L’altro, invece, che aveva base in alcuni centri scommesse abusivi. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e associazione per delinquere finalizzata al gioco e alle scommesse illegali.

Nelle indagini, oltre ai capi dei due gruppi, sono coinvolti i diversi pusher che acquistavano la droga nell’inespugnabile fortino di via Plinio per poi rivenderla. Tra le contestazioni, anche la illecita detenzione di armi e munizioni. Dalle indagini è emerso che l’edificio di via Plinio era un ingrosso per cocaina, marijuana e hashish, aperto giorno e notte dove gli indagati organizzavano il «servizio», cioè turni di lavoro su una sdraio sistemata sul ballatoio. All’occorrenza, prelevavano da uno stanzino al piano terra dosi e panetti per clienti e pusher. L’inchiesta è decollata a fine 2017 col fermo di alcuni minori trovati in possesso di hashish. Mettendo sotto controllo i cellulari, gli investigatori sono riusciti a ricostruire la rete di fornitori, arrivando ai bunker di via Plinio.

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