“Buongiorno, la presente a titolo di replica in merito all’articolo in oggetto che riporta dati errati e fuorvianti. Leggendo l’articolo pubblicato nell’edizione del 12 Febbraio c.a. relativo ai numeri del Gioco Pubblico Legale (il gioco d’azzardo è vietato nel nostro Paese!) nell’area del sud pontino abbiamo appreso con rammarico l’evidente inesattezza dei dati riportati che, nella realtà dei fatti, sono ben altri. Nei comuni in evidenza, Formia e Fondi (ai quali si imputa il 57,8% della spesa totale), la spesa registrata sull’intera rete del gioco fisico per l’anno 2019 è pari a 33.500.438,83 euro (fonte Libro Blu ADM) con una spesa pro capite giornaliera (rif. ISTAT) di circa 1,2 euro, pari alll’importo di un caffè! Importi di spesa giornaliera ancora più bassi per i comuni di Santi Cosma e Damiano (1,13 euro), Minturno (1,11 euro) e Gaeta (0,88 cent.). Va inoltre ricordato che ad oggi (2021) in seguito alle restrizioni Covid-19 la situazione è profondamente mutata facendo registrare un crollo verticale della raccolta riferibile alla rete fisica di Gioco Pubblico di oltre il 50% rispetto all’anno precedente. Se si vuole veramente tutelare il consumatore è indispensabile tutelare la rete fisica del Gioco Pubblico Legale, indiscutibile presidio di legalità sul territorio, prescindendo da posizioni demagogiche e strumentali troppo spesso dissociate da qualsiasi realtà oggettiva”. E’ quanto scrive Gabriele Perrone (Presidente Delegazione Lazio Sapar) in replica al Messaggero e Latina Oggi.