Assoluzione perché il fatto non sussiste è la ampia formula assolutoria resa all’udienza del 15 aprile 2021 dal Tribunale di Vicenza.

L’imputato, nel corso del 2014, era collegato al bookmaker Goldbet ed era stato denunciato per raccolta abusiva di scommesse in difetto di licenza ex art.88 tulps e di concessione in capo all’operatore preponente.

Il difensore avvocato Marco Ripamonti, coadiuvato nella fase di preparazione del processo dal dott. Riccardo Ripamonti, altresì presente in aula, ha ricostruito l’intera vicenda di Goldbet e dei suoi preposti sin dal Bando Bersani, concentrandosi sulla successiva discriminazione, secondo la difesa, intervenuta per via del Bando Monti, vigente all’epoca dei fatti di cui al processo. Riguardo a tale Bando la difesa ha approfondito in particolare l’impugnazione avanzata da Goldbet avverso il Bando Monti esponendo il profili del paventato danno che la società avrebbe subito se fosse stata applicata la clausola di cessione dei beni a titolo non oneroso censurata dalla Sentenza CGE Laezza. Ampio risalto e’ stato dato dalla difesa a tutti i risvolti relativi alla procedura di regolarizzazione di cui alla legge di stabilità 2015, cui l’imputato aveva aderito, sostenendo come una eventuale pronuncia di condanna andasse ad integrare un ingiusto paradosso ai danni dell’imputato, che avrebbe a quel punto corso il rischio di vedersi revocare il sospirato titolo di pubblica sicurezza, dapprima, secondo il difensore, ingiustamente negato, poi concesso per via della regolarizzazione, nonostante la pendenza penale nelle more verificatasi.

Le motivazioni della sentenza saranno anche reperibili sul profilo Facebook dello Studio Legale Ripamonti. (nella foto da sx il dott. Riccardo Ripamonti e l’avv. Marco Ripamonti)