Si torna a parlare di redditometro e di accertamento sintetico.

Il Fisco, a sorpresa, riavvia la macchina che si era fermata nel 2018 per l’attuazione del nuovo strumento di accertamento sintetico dei redditi dei cittadini, su cui aveva cominciato a lavorare il governo giallo-verde con il decreto Dignità.

In quella occasione vennero ridefinite le regole dello strumento introdotto per misurare la capacità di spesa delle famiglie in relazione ai redditi dichiarati. Ma con una sorta di clausola di salvaguardia per i contribuenti scrissero che i nuovi criteri degli accertamenti induttivi sarebbero diventati operativi solo dopo aver sentito «l’Istat e le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori per gli aspetti riguardanti la metodica ricostruzione induttiva del reddito complessivo in base alla capacità di spesa ed alla propensione al risparmio dei contribuenti».

E dopo tre anni questa clausola è diventa operativa. Ieri il dipartimento delle Finanze ha avviato la consultazione pubblica sul nuovo redditometro che si chiuderà il prossimo 15 luglio.

Tra gli elementi indicativi di capacità contributiva anche le spese per giochi e scommesse online