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(Jamma) Codere pubblica oggi i dati del 2Q2017 e lo stato di salute della Società è buono, i risultati vedono una crescita operativa del 6.6% sullo stesso periodo del 2016 con un decisivo apporto dato da Argentina, Messico e Spagna.

L’Italia, terzo mercato di Codere, segna una battuta d’arresto nonostante la crescita di apparecchi istallati, sia AWP che VLT.

Alejandro Pascual, AD di Codere Italia e COO Europe commenta a caldo i dati pubblicati.

“Operare in Italia sta diventando sempre più complesso e meno redditizio. Abbiamo attraversato un triennio, dal 2015 ad oggi che non ha eguali. Un mercato strutturato e vigilato, un unicum al mondo per controllo e innovazione tecnologica ritenuto un’eccellenza a livello internazionale, che sta subendo un costante processo di annientamento sulla base di convinzioni demagogiche senza alcun fondamento scientifico. Un attacco sociale e mediatico che porterà alla distruzione di un comparto industriale che dà lavoro, direttamente ed indirettamente a più di 120.000 persone e restituirà il settore alla criminalità organizzata.

L’accordo concluso lo scorso 7 settembre tra Governo e Enti Locali rappresenta l’ultimo atto di una lunga contrattazione che ha visto vicende alterne e che è andata avanti per più di un anno. Un anno in cui il Settore ha evidenziato le criticità di alcune scelte e di tanti provvedimenti ma che non hanno trovato posto nell’accordo finale.

Mi chiedo veramente come sarà possibile attuare una serie di previsioni contenute all’interno del documento approvato in Conferenza Unificata, come si potranno contemporaneamente garantire gli investimenti già effettuati lasciando però la discrezionalità agli EELL di decidere su tipologie di “luoghi sensibili” e orari. Gli effetti espulsivi di queste normative sono già stati ampiamente dimostrati e, nonostante ciò, ci continuiamo a confrontare con iniziative di carattere restrittivo che vengono sostenute dai decisori locali, spesso senza le adeguate istruttorie preventive, e poi confermate dai Tribunali.

In modo assolutamente singolare stiamo operando ormai da anni in un contesto in cui il Settore del Gioco lecito viene attaccato costantemente ma che continua ad essere usato come inesauribile cassa da cui attingere. Basti pensare all’ultima “manovrina” di aprile che ha stabilità un innalzamento della tassazione di 1,5% sulle AWP e dello 0,5 delle VLT, senza un correttivo indispensabile sul payout.

Era inevitabile che il settore degli apparecchi da intrattenimento ne risentisse negativamente e questo ha avuto ripercussioni anche sui dati del 2Q2017.

Adesso poi ci troviamo a dover affrontare la “riduzione” degli apparecchi da intrattenimento, così come previsto dal decreto pubblicato il 1 settembre e immediatamente operativo. La riduzione in sé e per sé era prevista e anche necessaria; tuttavia sarebbe stato opportuno declinare modalità e criteri chiari che non penalizzassero la libertà d’impresa e il marcato stesso: una nuova dura prova che rimetterà in discussione molti degli equilibri faticosamente raggiunti e genererà inevitabilmente una valanga di contenziosi.

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