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(Jamma) – Il Consiglio di Stato ha pronunciato la seguente ordinanza, inerente una serie di ricorsi contro la Provincia autonoma di Bolzano, presentati da parte di alcune società operanti nel settore dei giochi sul tema del distanziometro. In particolare i rispettivi avvocati, tra cui Cino Benelli, hanno chiesto la riforma delle sentenze del TRGA – Sezione autonoma della provincia di Bolzano, in materia di decadenza autorizzazione per la gestione delle sale giochi. 

“PREMESSO che, sebbene i ricorsi in appello indicati in epigrafe siano stati proposti avverso sentenze tra di loro distinte, a fronte della parziale connessione soggettiva ed oggettiva e dell’identità delle questioni versate in giudizio (tant’è che le sentenze sono di tenore motivazionale e dispositivo sostanzialmente identico), si ravvisa opportuna la loro riunione in funzione di una trattazione congiunta; 2. CONSIDERATO che gli interventi ad opponendum spiegati dal Codacons nei giudizi d’appello in epigrafe, con atti depositati il 22 maggio 2017, devono ritenersi inammissibili per tardività, non essendo stato rispettato il termine di trenta giorni prima dell’udienza, previsto dal combinato disposto degli artt. 50, comma 3, 38, 97 e 28, comma 2, cod. proc. amm. per gli intervenienti volontari che non siano litisconsorti necessari (quale, nel caso di specie, il Codacons), con la conseguenza che ne deve essere disposta l’estromissione dai menzionati giudizi; 3. PREMESSO, in linea di fatto, che con le cinque sentenze in epigrafe il T.r.g.a. – Sezione autonoma di Bolzano, per quanto qui rileva, hanno respinto i ricorsi proposti da quattro imprese che gestiscono sale giochi nei Comuni di Bolzano, Merano, Ortisei e Prato allo Stelvio, avverso i provvedimenti di decadenza (per intervenuta scadenza) dalle rispettive autorizzazione alla gestione delle sale giochi e di diniego di rinnovo negli stessi siti, adottati nei mesi di aprile e maggio 2016 dal competente assessore provinciale sul rilievo che le sale giochi in questione erano ubicate entro un raggio di 300 metri da luoghi c.d. sensibili, quali definiti dall’art. 5-bis, comma 1, l. prov. 13 maggio 1992, n. 13, che testualmente recita: «(1) Per ragioni di tutela di determinate categorie di persone e per prevenire il vizio del gioco, l’autorizzazione di cui all’articolo 1, comma 2, per l’esercizio di sale da giochi e di attrazione non può essere concessa ove le stesse siano ubicate in un raggio di 300 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale. L’autorizzazione viene concessa per 5 anni e ne può essere chiesto il rinnovo dopo la scadenza. Per le autorizzazioni esistenti il termine di 5 anni decorre dal 1° gennaio 2011»; 4. CONSIDERATO in particolare che con le sentenze in epigrafe è stato, tra l’altro, respinto il motivo incentrato sulla questione di legittimità costituzionale dell’art. 5-bis l. prov. n. 13/1992 sotto il profilo del contrasto con l’art. 41 Cost. – in quanto, secondo l’assunto delle imprese ricorrenti, il citato articolo di legge, laddove individua una serie di siti c.d. sensibili in un raggio di 300 metri dalle sale giochi, di fatto produrrebbe un effetto espulsivo dell’attività d’impresa, di per sé lecita, dall’intero territorio dei Comuni in cui si trovano le sale da gioco gestite dalle imprese medesime, se non dall’intero territorio provinciale, nel senso che la distanza minima prevista e l’ampiezza del catalogo dei luoghi ritenuti sensibili renderebbero praticamente impossibile installare sale da gioco nella quasi totalità dei Comuni della Provincia di Bolzano, compresi quelli concretamente interessati dai ricorsi di cui è causa, come emergerebbe dalle relazioni peritali prodotte in giudizio – e che i relativi motivi sono stati devoluti in appello, accompagnati dalla richiesta istruttoria di disporre consulenza tecnica d’ufficio; 5. RITENUTO – a fronte del persistente contrasto tra le parti in ordine alla questione di fatto circa la sussistenza, o meno, di un concreto effetto espulsivo degli esercizi de quibus dall’intero territorio comunale di attuale ubicazione degli esercizi medesimi (o, addirittura, dall’intero territorio provinciale), e della rilevanza che tale questione assume in sede di delibazione sulla non manifesta infondatezza della prospettata questione di legittimità costituzionale (peraltro, in tesi anche rilevabile d’ufficio), la quale non può che passare attraverso una verifica del concreto atteggiarsi del quadro fattuale connotante il segmento di mercato delle sale da gioco di cui all’art. 5-bis l. prov. n. 13/1992, inciso dalla disposizione legislativa in esame – che sia necessario disporre consulenza tecnica sui seguenti quesiti: «Esaminati gli atti di causa e compiuto ogni accertamento ritenuto utile ai fini della valutazione peritale, dica il consulente tecnico d’ufficio, in base allo stato delle conoscenze scientifiche disponibili nei settori disciplinari che qui vengono in rilievo ed alla luce della letteratura scientifica in materia: (i) se – previa analisi della struttura della domanda e dell’offerta nel segmento del mercato delle sale da gioco, quali quelle gestite dalle odierne appellanti, nonché tenuto conto della disciplina urbanistica vigente nei Comuni di ubicazione degli esercizi di cui è causa e nei Comuni limitrofi (sempre in ambito provinciale) sul cui territorio l’attività potrebbe eventualmente essere delocalizzata – sia attendibile ritenere che l’applicazione del criterio della distanza dai siti c.d. sensibili individuati nell’art. 5-bis, commi 1 e 1-bis, l. prov. n. 13/1992, sia idonea a determinare una contrazione del segmento di mercato de quo, e se, in particolare (come assunto dagli odierni appellanti), sia attendibile ritenere che vi possa derivare una privazione dell’intero segmento di mercato in ambito provinciale; (ii) se sia attendibile ritenere che l’eventuale marginalizzazione topografica delle sale da gioca in cinture extraurbane possa incidere, in senso positivo o negativo (in termini di affluenza), sul comportamento dei consumatori giocatori (tenuto conto del comportamento del consumatore medio) e, correlativamente, sull’attività d’impresa, tenuto conto dell’assetto territoriale provinciale e dei Comuni di ubicazione degli esercizi gestiti dagli odierni appellanti; (iii) quali possano essere gli effetti di potenziale variazione della domanda, cioè le dinamiche di variazione del numero degli utenti-consumatori disposti, nelle nuove condizioni comparate con quelle precedenti, ad accedere ai servizi offerti dalle odierne parti appellanti alle nuove condizioni imposte dalla censurata disciplina provinciale»; 5. RITENUTO di nominare, quale consulente tecnico d’ufficio, il professore Cesare Pozzi, docente di Economia dell’impresa, della concorrenza e dei mercati globali, presso l’Università ‘LUISS Guido Carli’ di Roma; 6. RITENUTO di delegare per le operazioni di cui all’art. 67, comma 1, cod. proc. amm. il consigliere relatore Italo Volpe e di fissare la data del 19 luglio 2017, ore 15.30, per la comparizione davanti al medesimo consigliere delegato per la prestazione del giuramento (salva modifica ad opera del consigliere delegato, da comunicare tempestivamente alle parti); 7. RITENUTO inoltre di provvedere come segue ai sensi dell’art. 67, comma 3, cod. proc. amm.: – liquida in favore del consulente tecnico d’ufficio, a titolo di acconto e salvo conguaglio, l’importo complessivo di euro 12.500,00 (diecimila/00), oltre agli eventuali accessori di legge, a provvisorio carico solidale delle parti appellanti, da versare entro il termine di dieci giorni dalla data del giuramento; – assegna alle parti termine fino al 19 luglio 2017 per la nomina di eventuali consulenti di parte; – assegna termine fino al 15 novembre 2017 per la trasmissione, ad opera del c.t.u., di uno schema della relazione alle parti o, se nominati, ai loro consulenti tecnici, e termine successivo fino al 30 novembre 2017 per la trasmissione al c.t.u. delle eventuali osservazioni e conclusioni dei consulenti tecnici di parte, nonché termine fino al 20 dicembre 2017 per il deposito in Segreteria della relazione finale del consulente tecnico d’ufficio, il quale dovrà esprimersi anche sulle osservazioni e conclusioni dei consulenti di parte; 8. RITENUTO di fissare udienza pubblica per il prosieguo della causa ad una data da individuarsi nel primo trimetre 2018;

P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), provvedendo in via interlocutoria sugli appelli in epigrafe (ricorsi n. 176 del 2017, n. 943 del 2017, n. 1110 del 2017, n. 1114 del 2017 e n. 1133 del 2017), tra di loro riuniti, dispone gli incombenti istruttori nei sensi e nei termini di cui in motivazione, fissando per la prosecuzione della causa udienza pubblica ad una data da individuarsi nel primo trimestre 2018; dispone sin d’ora l’estromissione del Codacons dai giudizi; riservata alla sentenza definitiva ogni ulteriore statuizione in rito, nel merito e sulle spese”.

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