curcio
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(Jamma) – “Ormai è chiaro a tutti che divieti e proibizioni vanno nella direzione opposta alla tutela dei giocatori problematici mentre sono un viatico per favorire il proliferare di ghetti per il gioco, a vantaggio solamente di poche lobby”.

Il presidente dell’Associazione Nazionale Sapar, Raffaele Curcio, puntualizza le criticità del settore in vista dell’approvazione del prossimo decreto fiscale, nel quale dovrebbe venire inserito il documento sui giochi presentato dal governo in sede di Conferenza Unificata.

“La volontà di escludere il gioco a piccola vincita dai locali pubblici e tabaccherie attraverso divieti e proibizioni – prosegue Curcio -, sembra essere quasi un ritorno al medioevo, con un approccio primitivo non degno di un paese evoluto come pensavo fosse l’Italia. Possiamo vietare oggi il gioco, domani l’alcool e così via, ma l’unico risultato che riusciremmo ad ottenere sarebbe solo quello di orientare i giocatori problematici verso forme illegali e libere rispetto al gioco legale; i minori, già presi nella trappola del gioco online, troveranno sfogo nelle offerte non controllate e impossibili da monitorare”.

Il presidente Sapar è sicuro che l’unica ragione per cui si sta perseguendo questa via è quella di “concentrare il gioco legale esclusivamente nelle mani di pochissime multinazionali, distruggendo un tessuto economico di imprese e occupazione importante: parliamo di oltre 5.000 aziende di gestione e distribuzione degli apparecchi per un indotto diretto di oltre 200.000 addetti e oltre 100.000 esercizi con ulteriore occupazione, senza peraltro portare giovamento alla salute pubblica. Togliere definitivamente l’offerta di gioco a piccola vincita, le cosiddette newslot, dai bar, tabaccherie e altri locali, servirà a eliminare il controllo su questi luoghi ove troverà nuovamente terreno fertile l’offerta illegale e nella quale il giocatore e i minori saranno sprovvisti di qualsiasi tipo di tutela”.

Curcio, facendo riferimento all’accanimento mediatico e politico di questi ultimi anni nei confronti delle AWP commenta:”Si parla continuamente dell’elevato numero di apparecchi funzionanti con una moneta da 1 euro (vincita massima di 100 euro), ovvero circa 380.000 in esercizio effettivo in Italia, dimenticando però che prima della riforma, in una relazione parlamentare nel 2002, si contavano nel nostro paese 800.000 videopoker. Dunque il proibizionismo riporterà il paese indietro, con locali non più controllati ed un’offerta che diventa ogni giorno più evoluta. E gli smartphone e tablet ne sono la testimonianza. La soluzione per il contenimento e la riduzione del gioco patologico deve avere una matrice culturale, con l’educazione, informazione e formazione: solo in questo modo, e attraverso un gioco legale e controllato, potremo realmente garantire e tutelare il giocatore”.

Conclude quindi il presidente Sapar: “oggi si sta cercando di escludere il gioco dagli esercizi pubblici per relegarlo nelle sale: ricordiamoci che dall’uscita delle VLT nel 2010 abbiamo avuto un’impennata del gioco e quindi un aumento di giocatori problematici e l’apertura di oltre 6.000 sale dedicate. Se venisse accettato un simile principio, da domani i sindaci di tutta Italia si ritroverebbero a dover autorizzare l’apertura di nuovi centri per il gioco, a dispetto della tanto conclamata e auspicata riduzione del numero di apparecchi, senza contare le notevoli difficoltà che riscontrerebbero nel contenere l’offerta illecita, tornata prepotentemente a causa dei divieti sul gioco legale. Questi continui attacchi e incursioni a suon di emendamenti non fanno altro che portare allo smantellamento della rete legale; non possiamo più aspettare, deve esserci una riforma organica, ragionata ed equilibrata in un tavolo con tutta la filiera, con la quale tutelare in maniera reale i giocatori e i minori, mantenendo al contempo i livelli occupazionali. Tutto il resto è retorica, cattiva informazione e favoritismo nei confronti di pochi”.

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