Di seguito una nota dell’avvocato Massimiliano Ariano (foto) rivolta ai gestori in cui fornisce chiarimenti sull’applicabilità della sospensione delle attività di sala gioco, scommesse e bingo come disciplinate dall’art.2 comma 1 lett c) del D.P.C.M dell’08.03.2020.

“Il DPCM dell’08.03.2020 in tema di misure per il contenimento del contagio da
COVID – 19 all’art 2 comma 1 lett c dispone la sospensione unicamente delle attività di «sale gioco, sale scommesse e sale bingo». Per dare giusta applicazione alla predetta misura occorre avere riguardo al DECRETO DIRETTORIALE del 27/07/2011 emesso dall’Agenzia dei Monopoli che, nel dettare i parametri numerico quantitativi per l’installazione di SLOT all’interno dei locali pubblici (c.d. decreto sul contingentamento), elenca le TIPOLOGIE DI PUNTI VENDITA in cui è consentita l’attività di gioco distinguendo in modo chiaro e netto le attività sopra indicate dai BAR e dalle RIVENDITE TABACCHI.

Invero l’art. 3 comma 1 del cit. Decreto Direttoriale del 27/07/2011 chiarisce che rientrano nella tipologia di SALA GIOCHI (v. lett. e), SALE SCOMMESSE (v. lett.a) e SALE BINGO (v. lett.c) tutti i locali «nei quali venga esercitata di fatto esclusivamente attività di gioco».

Pertanto la sospensione non può applicarsi indistintamente a tutti i locali dove sono presenti macchine ex art 110 comma 6 T.U.L.P.S. (c.d slot o vlt) in quanto l’art 2 del cit D.P.C.M., nel circoscrivere il divieto alle sole SALE GIOCO, SALE BINGO E SCOMMESSE, lega l’applicabilità di detta misura, non già alla macchina, ma al gioco che deve rappresentare l’unica attività svolta all’interno del locale.

Pertanto in casi dove il gioco non è la sola e unica attività esercitata all’interno del locale la sospensione non può ritenersi applicabile trovandosi al cospetto di PUNTI VENDITA come BAR E TABACCHI in cui a prevalere è quella di somministrazione o vendita di tabacchi lavorati o altri generi di monopolio. A conferma che la SLOT o la VLT non è indice sintomatico della presenza di una sala gioco sovviene il comma 2 dell’art 3 del citato Decreto Direttoriale alla stregua del quale un locale, per ritenersi assimilabile ad una SALA GIOCHI, non solo deve avere installati degli apparecchi, ma «dall’insegna» deve risultare «chiaramente la destinazione commerciale all’attività di gioco», «l’accesso all’area di somministrazione» deve avvenire «dal medesimo ingresso di accesso al locale presso il quale si svolge l’offerta di gioco; l’area di somministrazione non sia situata immediatamente dopo aver varcato l’ingresso al locale; l’attività di somministrazione avvenga esclusivamente negli orari stabiliti per l’erogazione del gioco e non disgiuntamente all’attività di gioco stesso».

Pertanto deve ritenersi illegittimo il provvedimento di sospensione a mezzo del quale l’Amministrazione intima lo spegnimento delle macchine quando le stesse sono installate presso esercizi generalisti, come BAR e TABACCHI, in quanto fattispecie non sussumibile in quella disciplinata dall’art 2 comma 1 lett c del cit DPCM afferente le sole SALE GIOCO contraddistinte nei termini come innanzi spiegati”.