Print Friendly

(Jamma) – “Il gioco d’azzardo continua ad avere risvolti patologici e, nonostante gli sforzi e la legge regionale approvata nel 2013, è tutt’altro che scongiurato il rischio che la pubblicizzazione delle vincite facili e di sfavillanti opportunità con ricchi premi faccia presa sulle fasce più deboli della popolazione che, vivendo un momento di disagio sociale ed economico, spesso cadono nel vortice della ludopatia con conseguenze nefaste sul piano personale, economico, familiare e sociale. Per questo abbiamo inteso proporre modifiche e integrazioni alla legge regionale 13 dicembre 2013 n. 43, recante norme in materia di contrasto alla diffusione del Gioco d’Azzardo Patologico, tentando di stringere le maglie della rete e rendere più efficace l’attività di contenimento dei rischi connessi al gioco”.

Così i consiglieri regionali Enzo Colonna, Cosimo Borraccino, Sebastiano Leo e Domenico Santorsola, del Gruppo “Noi a Sinistra per la Puglia”, illustrano la proposta di legge presentata pochi giorni fa.

“Lo spirito delle modifiche e integrazioni – spiegano i firmatari della proposta – è quello di arginare gli ammiccanti e forti richiami al gioco impedendo la reclamizzazione, all’esterno di ricevitorie e case da gioco, delle vincite conseguite, inibendo la comunicazione riguardante i vari sistemi di gioco sui mezzi del trasporto pubblico locale e, infine, prevedendo l’esclusione di qualsivoglia finanziamento da parte della Regione a favore di emittenti televisive che, nella propria programmazione, riservano spazi pubblicitari e di comunicazione volti a promuovere giochi a rischio dipendenza. Tra le modifiche proposte c’è anche la rettifica di un refuso, contenuto nella precedente legge, in ordine alla distanza minima da luoghi sensibili di aggregazione (scuole, parrocchie, centri di aggregazione giovanile, ecc.) da osservare ai fini dell’insediamento di sale da gioco”.

“I costi sociali delle ludopatie sono altissimi. Riteniamo – concludono i consiglieri sottoscrittori – che sia compito delle istituzioni arginare questo genere di fenomeni, tentando di prevenire l’ulteriore diffondersi di situazioni problematiche e patologiche. Si tratta di un tema sensibile, su cui ci auguriamo che, come nel passato, l’intero Consiglio regionale vorrà procedere speditamente e in termini collaborativi per irrobustire l’assetto normativo regionale che, purtroppo, ad oltre tre anni dall’approvazione della legge n. 43/2013, non ha raggiunto i risultati sperati”.

Commenta su Facebook