Accolto il ricorso del Codacons. Ora i Ministeri della Salute e dell’Economia dovranno pagare 2.000 euro all’associazione e la Corte dei Conti sarà chiamata ad indagare per danno erariale

“La terza sezione del Consiglio di Stato ha estromesso la SIDT (Società italiana tossicodipendenza) dall’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave. I giudici di Palazzo Spada hanno accolto il ricorso presentato dal Codacons, che sottolineava le potenziali incompatibilità della SITD derivanti dai rapporti di tale associazione con le case farmaceutiche interessate a vendere farmaci per curare i ludopatici più che a prevenire la dipendenza. Incompatibilità che avrebbero potuto minare la genuinità delle decisioni dell’Osservatorio a discapito dei cittadini affetti da patologie connesse al gioco d’azzardo”. Così in una nota il Codacons.

Il Consiglio di Stato “ravvisato il fumus boni juris, alla stregua della normativa concernente la composizione del Comitato e della documentazione in atti circa le attività svolte dalle parti in giudizio; considerato il paventato danno grave ed irreparabile che potrebbe derivare dalla partecipazione al Comitato della medesima Associazione nelle more della pur prossima decisione di merito del giudice di primo grado, stante la dedotta situazione di incompatibilità; rilevato, nella comparazione tra gli interessi contrapposti, che l’accoglimento della domanda cautelare, a maggior ragione come riformulata in udienza, non arreca pregiudizio alla prosecuzione dell’attività dell’Osservatorio […]
in riforma dell’ordinanza impugnata accoglie l’istanza cautelare in primo grado ed esclude il rappresentante dell’Associazione SITD dai lavori dell’Osservatorio”.

“Il Consiglio di Stato – prosegue l’associazione – ha inoltre condannato i Ministeri della Salute e dell’Economia al pagamento delle spese legali, per un totale di 2.000 euro, in favore del Codacons. Un danno per le casse erariali su cui ora dovrà indagare la Corte dei Conti, cui l’associazione invierà un esposto”. Se dal Ministero della Salute “avessero accolto subito le nostre rimostranze anziché scagliarsi contro il Codacons nel procedimento al Tar, sarebbe stato possibile evitare la sconfitta in Consiglio di Stato ma soprattutto risparmiare 2mila euro dei soldi dei cittadini che ora l’amministrazione dovrà pagare”, conclude il Codacons.