“Caro Sindaco, nel farle le congratulazioni per questo lavoro di efficientamento che sicuramente gioverà alla crescita di un asset economico ed occupazionale come il Casinò di Venezia, le ricordiamo che nel suo comune centinaia di aziende dello stesso settore non godono purtroppo dello stesso trattamento e della stessa attenzione”.

Così Sapar si rivolge primo cittadino di Venezia, che ha recentemente dichiarato: “Lavori in corso al Casinò di Venezia a Ca’ Noghera. Un investimento di 4 milioni di euro per il restyling della struttura: ampliamento di 1500 mq, nuovi parcheggi, punti ristoro e aree VIP, oltre ad una terrazza per eventi e illuminazione a led. Sarà di livello internazionale. Grazie all’efficientamento e al lavoro di tante persone siamo riusciti a riportare il bilancio del Casinò in attivo, recuperando quel margine utile per investire su sedi e nuovi giochi”.

Prosegue Sapar: “A causa di una ordinanza comunale espulsiva, che limita l’apertura degli esercizi di gioco a sole 7 ore e 30 al giorno, gran parte di queste realtà rischia l’estinzione, con devastanti ricadute occupazionali. E non parliamo solo di giochi con vincita in denaro: Lei Sindaco, con questa ordinanza, ha limitato a 7 ore al giorno anche l’accesso ai semplici videogiochi e ai giochi per bambini. Ma come può una qualsiasi attività sopravvivere quando si vede dimezzate, se non peggio, le proprie ore di apertura al pubblico?

A quanto pare, però, i veneziani avranno ottime alternative per giocare a qualsiasi ora, come si evince dal suo impegno per la causa. Prendiamo atto che, nel nome della lotta alla ludopatia, si emanano ordinanze espulsive che mettono in ginocchio le piccole e medie imprese, ma allo stesso tempo si punta forte su realtà evidentemente più “pesanti” che offriranno gioco senza alcun limite”.