Pubblicata alla Camera la proposta di legge d’iniziativa dei deputati Bellucci (FdI) e altri dal titolo: “Delega al Governo per il riordino dell’organizzazione e delle competenze del Dipartimento per le politiche antidroga presso la Presidenza del Consiglio dei ministri”.

Nella presentazione della pdl si legge “Alle dipendenze da sostanze, legali e illegali, si sommano spesso una serie di ulteriori dipendenze patologiche, definite comportamentali, come ad esempio la dipendenza da gioco d’azzardo, ormai formalmente riconosciuta dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5). Il fenomeno del gioco, in Italia, secondo quanto riportato nel « Libro blu 2018 » dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, nel corso del 2018 ha determinato per lo Stato un incasso derivante dalle giocate effettuate pari a 106,8 miliardi di euro; in questo ambito, si stima che il gioco on line ammonti al 29,4 per cento del totale, e che siano 700.000 i giovani con una problematica di dipendenza patologica dal gioco”.

E ancora: “Coerentemente con la necessità di dover affrontare, in termini di prevenzione, cura e reinserimento socio-lavorativo, in seno al Dipartimento per le politiche antidroga, oltre alle dipendenze da sostanze illegali, anche quelle da sostanze legali, nonché quelle comportamentali, si ritiene fondamentale procedere innanzitutto alla modifica della denominazione del Dipartimento in questione, ridenominandolo Dipartimento nazionale per le politiche di contrasto delle dipendenze patologiche, così da ricondurre a un’unica struttura le competenze riferite anche all’alcol, al fumo, al gioco d’azzardo, alle dipendenze da internet, social media eccetera”.

Di seguito il testo.

Art. 1.
(Oggetto della delega)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti norme per il riordino dell’organizzazione e delle competenze del Dipartimento per le politiche antidroga presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ai fini del potenziamento delle misure di prevenzione e contrasto delle dipendenze patologiche e del sostegno, in termini di prevenzione, cura e reinserimento socio-lavorativo, delle persone affette da dipendenza patologica, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 2 e perseguendo le seguenti finalità generali: a) porre al centro degli interventi di cura la persona, intesa come soggetto unico e complesso, i cui diversi aspetti devono essere considerati nella loro integralità ai fini dell’ideazione e della realizzazione delle azioni di prevenzione del disagio; b) offrire una forma di intervento integrato contro la crescente diffusione delle diverse forme di dipendenza patologica, che comprendono la dipendenza da sostanze legali o illegali e le dipendenze comportamentali, anche in comorbilità; c) offrire, nell’ambito degli interventi di contrasto delle diverse forme di dipendenza patologica, interventi integrati per massimizzarne l’efficacia e per escludere la sovrapposizione o la contrapposizione tra gli interventi messi in campo da istituzioni diverse.

Art. 2.
(Princìpi e criteri direttivi)

1. I decreti legislativi di cui all’articolo 1 sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) riordinare il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Connsiglio dei ministri, di cui all’articolo 17 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° ottobre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 288 dell’11 dicembre 2012, modificandone la denominazione in Dipartimento nazionale per le politiche di contrasto delle dipendenze patologiche e attribuendo ad esso unitariamente le competenze riferite alle politiche di contrasto di tutte le dipendenze patologiche, sia delle dipendenze da sostanze, legali o illegali, sia delle dipendenze comportamentali, quali il disturbo da gioco d’azzardo e le nuove dipendenze tecnologiche, come, ad esempio, quelle connesse all’uso di internet e dei social media e il fenomeno degli acquisti compulsivi; b) prevedere che il Dipartimento di cui alla lettera a) promuova, indirizzi e coordini le azioni del Governo volte a contrastare il diffondersi dell’uso di sostanze stupefacenti, delle tossicodipendenze, delle alcoldipendenze, del tabagismo e delle dipendenze comportamentali di cui alla medesima lettera a); c) prevedere che il Dipartimento di cui alla lettera a) provveda alla raccolta e alla diffusione all’esterno dei dati e delle informazioni sulle dipendenze patologiche, nonché sulla mortalità direttamente e indirettamente correlata a tali dipendenze; d) istituire, nell’ambito del Dipartimento di cui alla lettera a), l’Osservatorio nazionale permanente sulle dipendenze patologiche, con i seguenti compiti: predisporre le griglie di valutazione dei dati sulle dipendenze patologiche; provvedere all’archiviazione, all’elaborazione e all’interpretazione dei dati statistico-epidemiologici, farmacologico-clinici, psico-sociali e di documentazione sul consumo, lo spaccio e il traffico di sostanze stupefacenti e psicotrope, legali e illegali, e sulle dipendenze comportamentali, ai fini dell’elaborazione di azioni di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento socio-riabilitativo; promuovere campagne mediatiche di carattere informativo; individuare i temi e le questioni da affrontare in sede di Conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope, di cui all’articolo 1, comma 15, del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, assicurando che la Conferenza si occupi di tutte le dipendenze patologiche.

Art. 3.
(Procedimento per l’adozione dei decreti legislativi)

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli schemi dei decreti legislativi di cui all’articolo 1, corredati di relazione tecnica, sono trasmessi alle Camere ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che sono resi entro trenta giorni dalla data di trasmissione. Le Commissioni possono chiedere al Presidente della rispettiva Camera di prorogare di trenta giorni il termine per l’espressione del parere, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia. Decorso il termine previsto per l’espressione dei pareri, o quello eventualmente prorogato, i decreti legislativi possono essere comunque adottati. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere, con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredati dei necessari elementi integrativi di informazione e di motivazione, perché su di essi sia espresso il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia entro trenta giorni dalla data della nuova assegnazione. Decorso tale termine, i decreti legislativi possono comunque essere adottati in via definitiva. 2. Entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui all’articolo 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 2 e con la procedura di cui al comma 1 del presente articolo, disposizioni integrative e correttive dei medesimi decreti legislativi.