“In considerazione dell’obbligo di legge di accettazione di pagamenti tramite carta, il sistema cashless dovrebbe far proprio il principio della gratuità effettiva dell’uso e dell’accettazione degli strumenti elettronici di pagamento”.

Lo sottolinea Confcommercio in un documento inviato in commissione Attività produttive alla Camera in occasione di un’audizione sul rilancio del commercio alla luce della crisi causata dall’emergenza epidemiologica. Per la Confederazione, occorre escludere penalizzazioni sul ricorso al contante e promuovere una sempre maggiore trasparenza su costi e commissioni legati all’utilizzo della moneta elettronica, “stimolando una reale concorrenza fra i diversi sistemi in grado di minimizzare l’impatto economico su consumatori ed esercenti”.

Inoltre, “va istituita una sede di monitoraggio della diffusione dei pagamenti digitali e dei loro costi e si rendono necessari, intanto, sia il potenziamento del credito d’imposta a valere sulle commissioni a carico degli esercenti per le accettazioni degli strumenti di moneta elettronica sia il rinvio della ‘lotteria degli scontrini’ per ritardi e costi di adeguamento dei registratori telematici. Crediamo, quindi, che la modernizzazione del sistema dei pagamenti del nostro Paese vada perseguita in un contesto di complementarietà tra l’uso delle banconote, i pagamenti elettronici e i servizi digitali”, prosegue il documento.

Quanto all’e-commerce “è un problema molto grave perché crea distorsioni competitive molto forti”. Per Confcommercio, infatti, “non si sa dove paghino le tasse” i grandi siti di commercio online, che “riescono a sfruttare le maglie larghe del fisco”. Inoltre, le società di e-commerce “hanno redditi molto bassi e non producono ricchezza per il sistema”. Quindi, “occorre trovare una web tax per intercettare questi fatturati”.

La Confederazione sottolinea infine che nelle previsioni di utilizzo del Recovery fund dovrebbe essere “ricompreso il finanziamento di un ‘Progetto per le città e le economie urbane’ dedicato al sostegno di iniziative di rigenerazione urbana, mediante partenariati pubblico-privati tra amministrazioni territoriali ed organizzazioni imprenditoriali e sociali”.