“Riguardo l’Articolo 92 (Concessione per il gioco mediante apparecchi da intrattenimento), che stabilisce la concessione con gara da indire entro il 31 dicembre 2020, anticipando i tempi, precedentemente previsti al 2022. Il numero delle Slot non subisce variazioni (c’era già stato un taglio delle licenze durante il Governo Gentiloni). Il numero delle VLT subisce invece un leggero aumento da 57 mila a 58 mila che, sebbene lieve, poteva essere evitato, visto che per alcuni sono proprio queste le macchine che più facilmente possono indurre comportamenti compulsivi“. E’ quanto si legge nella memoria lasciata dalla Cgil in audizione sulla legge di bilancio nelle Commissioni Bilancio di Camera e Senato riunite.

Viene ancora garantita l’installazione delle slot presso tabaccai e bar, mentre riteniamo che andrebbe disincentivata. Nulla è previsto sulla sostituzione delle vecchie slot con con le nuove, collegate ad un sistema centrale e dotate di lettore per tessera sanitaria, in grado anche di bloccare la possibilità di continuare a giocare dopo un certo numero di giocate. Le concessioni hanno la durata di 9 anni, e questo può limitare le possibilità di interventi regolatori durante tutta la loro vigenza. La partecipazione alle gare è limitata agli operatori già presenti nel settore, in uno degli stati dello spazio economico europeo. Il comma 4 prevede che sono fissate regole uniformi su tutto il territorio nazionale in ordine alla distribuzione dei punti di gioco. Questo potrebbe creare problemi, viste anche le pressioni dei gestori, rispetto alle normative già emanate a livello locale rispetto le distanze da luoghi sensibili, andando a stabilire limiti diversi e meno restrittivi.

Per quanto riguarda l’Articolo 93 (Incremento del prelievo sulle vincite), è previsto un prelievo sulle vincite del 1,9% dal 1 maggio 2020, che diventa dell’1,3 da gennaio 2021, per le vincite fino a 500 euro, e del 15% sulla vincita eccedente i 500 euro. È un modo anche questo per abbassare il payout e far pagare ulteriori tasse ai giocatori, aspetto che potrebbe essere positivo per disincentivare il gioco, anche se è noto che i meccanismi per disincentivare non sono legati alla tassazione. E comunque, un prelievo del 1,9, che si riduce all’1,3 sulle vincite fino a 500 euro è poca cosa, soprattutto in considerazione del fatto che sono le micro vincite quelle più frequenti e che incentivano di più i comportamenti di fidelizzazione al gioco”.