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“Quello che è successo nell’ultimo consiglio regionale in Calabria merita un approfondimento per chiarire eventuali dubbi e soprattutto combattere le fake news”, scrive in una nota l’associazione Sapar.

“Si ricorda che la legge regionale calabrese prevede una distanza minima di 300 metri, elevata a 500 metri per i comuni con più di 5.000 abitanti, degli esercizi commerciali, ad eccezione delle tabaccherie, rispetto ad una serie di “luoghi sensibili”. I titolari dei locali esistenti alla data di entrata in vigore della legge hanno l’obbligo di adeguarsi a quanto previsto entro un termine fissato dalla legge. 

Durante l’ultimo consiglio della regione Calabria, è stata emendata e approvata in aula la proposta di legge regionale per l’adeguamento del suddetto termine. Il termine previsto in un primo momento prevedeva l’adeguamento entro il 31 dicembre 2024, successivamente invece tale termine è stato anticipato al 31 dicembre 2022. 

Purtroppo il capogruppo del Movimento 5 stelle al consiglio regionale, Davide Tavernise, oltre a ignorare il palese contenuto discriminatorio della legge che esclude dalla sua applicazione le rivendite tabacchi, ha confuso i dati e ha parlato di ludopatia senza avere la corretta contezza dei fatti. 

“In Calabria nel 2019 la spesa per il gioco d’azzardo è stata di 1,8 miliardi di euro, come indica il report dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli” scrive in una nota Tavernise, ma questi dati riportati sono completamente errati. 

Per 1 miliardo e 800 milioni l’ADM indica la raccolta e non la spesa, che è invece data dalle somme giocate a cui vanno sottratte le vincite, le tasse e gli aggi per la filiera. Infatti, se analizziamo l’effettiva spesa per gli apparecchi in Calabria, il dato è molto più basso: per il 2019 si parla di 235 milioni di euro, somma che equivale, se si considera la popolazione maggiorenne, a circa 1 euro al giorno.

A questo si aggiunga che il consigliere omette di considerare tutti i report di diversi Istituti di ricerca tra cui l’Eurispes che hanno dimostrato l’inefficacia del “distanziometro” in quanto misura che ghettizza il giocatore”.