L’effetto espulsivo delle disposizioni territoriali per il gioco pubblico evidenzia la volontà di alcuni amministratori locali di seguire un criterio ideologico proibizionistico, una modalità regolatoria più semplice da adottare e comunicare rispetto a razionali politiche attive di contrasto al disturbo da gioco d’azzardo.

In fase di applicazione, questo orientamento ha evidenziato molti limiti e controindicazioni che sono stati denunciati nei ricorsi presentati dagli operatori, spesso condivisi dal Giudice in tribunale e ultimamente anche dalle stesse Amministrazioni locali che hanno provato a misurarsi in modo più realistico al problema della distribuzione dei giochi.

Da ultimo nel Lazio con la presa di coscienza, da parte della classe politica regionale, del problema e della dannosità del distanziometro sostanzialmente espulsivo.

E proprio mentre il Lazio mostrava una nuova strada regolatoria per la distribuzione dei giochi è arrivata la decisione clamorosa della Lega Trentina che, in totale contrasto con la politica nazionale della Lega di Matteo Salvini, ha promosso e adottato misure che penalizzano gli operatori e la libera impresa danneggiando le attività di sale gioco ed esercizi commerciali. Eppure la Provincia incassa ben 11 milioni di euro l’anno dalle slot!

Post di Maurizio Fugatti

“Qualche giorno fa ho letto su Facebook – afferma Dino Rebek, uno degli imprenditori più colpiti dalle nuove disposizioni sul gioco a Trento, su 8 sale di proprietà 6 sono state chiuse, – un post del presidente Fugatti dove si vanta di aver fatto chiudere 37 sale giochi, adesso può pubblicare anche la multa di 20.000€ che mi hanno fatto perché secondo lui è sicuramente un successo politico.

Il problema è che il presidente Fugatti non ha fatto il bene dei giocatori perché adesso si spostano o sul gioco online, magari accettando le offerte di diverse piattaforme che molto spesso non pagano tasse in Italia, o giocano ai Gratta e vinci che partono da 1€ fino 20€ al pezzo.

In alternativa forse trovano qualche bar che improvvisamente mette totem o qualche slot scollegata dalla rete dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, così non risulta per il fisco Italiano.

Chi vuole giocare trova sempre un modo, invece di andare in una sala legale, controllata, con dipendenti qualificati anche per riconoscere giocatori problematici, sceglie l’offerta irregolare.

A Trento le sale legali sono state chiuse, non ci saranno i 30 milioni di euro dei proventi dal gioco che spariscono con le sale giochi, rimarranno i ludopatici, che significano costi per la sanità, e 200 posti di lavoro in meno.

Veramente un grande successo politico presidente Fugatti”.

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