Il Tribunale ha condannato il titolare di una sala slot di Sassari che aveva intentato causa contro il Comune a fronte di un provvedimento di chiusura disposto dopo la reiterata violazione della ordinanza che impone restrizioni orarie all’attività dell’esercizio pubblico al pagamento delle spese di giudizio.

Il giudice ha ritenuto che “per consolidata giuris prudenza della Suprema Corte (S.U. 8583 del 1996, 858 e 2671 del 1999) l’ordinanza che dispone la chiusura temporanea di un esercizio, conseguente alla recidiva violazione degli obblighi di osservanza degli orari di apertura, integra un atto discrezionale ed autoritativo che non può essere assimilato ne’ ad una sanzione pecuniaria ne’ ad una sanzione a quella accessoria. Costituisce, infatti, il frutto di una autonoma scelta della Pubblica Amministrazione, contro la cui eventuale illegittimità è possibile solo il ricorso al giudice amministrativo, posto che l’intervento del giudice adito è limitato dalla Legge 689 del 1981 alle ingiunzioni di pagamento di sanzioni amministrative pecuniarie e di quelle a queste accessorie”.