In riferimento al caso denunciato dall’associato Giuseppe Iori di Reggio Emilia costretto a ritirare le AWP in molti esercizi commerciali gestiti da titolari di nazionalità straniera che avrebbero spento arbitrariamente gli apparecchi, richiedendo al gestore, in modo coercitivo, una diversa ripartizione dei margini a proprio vantaggio, interviene con una nota il presidente della Sapar Domenico Distante. “Il rincaro del cosiddetto “cassetto”, ovvero della percentuale suddivisa tra gestore degli apparecchi ed esercente, ripropone in maniera più che realistica una lunga serie di criticità e di problemi che affliggono da tempo il settore degli apparecchi da gioco”.

Il presidente Sapar considera “del tutto arbitrario” il comportamento di questi esercenti di nazionalità cinese, i quali “non osservando i precisi obblighi esistenti sul collegamento telematico alla rete, rischiano di provocare una violazione i cui effetti chiamano in causa la diretta responsabilità del gestore, determinando a carico dello stesso un inevitabile danno economico. Tale condotta non può che peggiorare la situazione rendendo i gestori ostaggio non solo del Governo ma anche dell’effetto della globalizzazione di un mercato esposto anche a questi rischi”.

Sapar nell’esprimere la solidarietà all’associato, nel confermare il proprio sostegno al fine di promuovere qualsiasi azione legale tesa a ristabilire le regole sottolinea che “le nuove disposizioni di legge che hanno determinato il ripetuto aumento del Preu, hanno obbligato i gestori alla riduzione della percentuale in favore dell’esercente oltre che imporre allo stesso la sostituzione del parco macchine con enorme aggravio in termini di investimenti”.

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