SARDINE VS SQUALI

Un gestore di apparecchi da intrattenimento, fedelissimo lettore di Jamma, che si definisce “Un ex terzo incaricato disoccupato” poiché costretto a vendere la sua attività a causa delle norme nazionali e locali in limitazione dell’offerta di gioco che hanno ridotto le opportunità della sua azienda, scrive una lettera aperta con le sue considerazioni sulla attuale politica per i giochi pubblici.

La storia è un po’ come la moda, nel tempo tendono a riproporsi e a riprodursi in modo ciclico e talvolta ripetitivo.

La politica non è da meno, l’unica differenza, che l’ultima si ripropone come una pietanza mangiata in un ristorante di pessima qualità, regalandoci forti mal di pancia ed emicranee.

Anche quest’anno, come tutti i precedenti, assistiamo all’ormai tradizionale ed indecoroso spettacolo della discussione alla finanziaria, con relativa corsa dei nostri rappresentanti alla presentazione di migliaia di emendamenti, per tutelare i nostri interessi, cosi almeno vorrebbero farci credere.

In passato lo Stato scese a patti con la mafia per cercar di porre fine allo stragismo dilagante, che ahinoi, tutti ricordiamo.

In questi ultimi anni, senza voler fare confronti o parallelismi, si ha la sensazione che i vari governi che si sono succeduti, siano dovuti o forse voluti, scendere a patti con varie lobbies e organizzazioni finanziarie, o per paura di essere ricattati finanziariamente al livello politico, o forse peggio, per bieco interesse personale.

Una quasi certa trattativa Stato/lobby dell’azzardo si è consumata e continua a perpetrarsi, tenendo conto delle evoluzioni legislative registratesi negli ultimi anni, ma i sospetti aumentano se prestiamo attenzione agli emendamenti che si susseguono in questi giorni e a ciò che si sta profilando per il prossimo futuro nel settore dei giochi da intrattenimento e azzardo legale italiano

Vergogna e senso di rabbiosa impotenza, sono le sensazioni che mi pervadono, ormai da mesi, tanti mesi.

Vergogna, per tutti gli ipocriti paladini, cosi agguerriti ed uniti contro l’azzardo, decreti dignità, avvocati del popolo, che dovevano sconfiggere la ludopatia e tutelare gli interessi di tutti gli italiani, gli stessi che oggi rimettono a bando per NOVE ANNI nuove concessioni aumentando perfino di mille unità le VLT, diminuendo tassazione sul singolo comparto, mentre si scarica sulle AWP nuovi aumenti e sostituzione forzata degli apparecchi.

Il libro blu dei monopoli certifica che da tempo gli introiti degli apparecchi da intrattenimento si stanno spostando e rimodulando in favore delle VLT, dopo la riduzione del 35% di AWP ed i relativi abbassamenti delle vincite per legge delle ultime, gli incassi delle video lotterie hanno superato quello delle slot.

Come se si volesse combattere le tossico dipendenze diminuendo la somministrazione di metadone nei sert, aumentando lo spaccio nelle piazze, (sale dedicate), tanto care ad un noto sottosegretario e concessionarie multinazionali. La cosiddetta riqualificazione del settore.

Vergogna per gli avvocati del popolo, che per ragion di cassa, non ricordano le loro promesse e di fatto agevolano gli interessi dei soliti noti, che anzi di fare la cosa giusta, organizzano una nuova gara, bandendo all’asta dei diritti, ma non i doveri, visto il comportamento avuto dai concessionari in Italia, non solo quelli del comparto giochi.

Rabbiosa impotenza, la provano tutti gli operatori, che come me, dopo aver subito negli ultimi anni uno stillicidio mirato, con vessazioni, ricatti più o meno espliciti, soggiogati in particolare dai concessionari, da leggi fiscali, regolamenti localistici disordinati e disomogenei, perpetrati in modo strumentale al fine di farci chiudere.

Qualcuno ebbe a dire: rimettiamo i flippers nei bar, che era la nostra ultima speranza dopo aver svenduto, nei casi più fortunati, o regalato ai concessionari dopo l’esproprio di Stato, pagando le spese di rottamazione, infatti viene proposto l’obbligo di iscrizione al RIES anche per le parrocchie che intendono avere un calcetto, aumentandone pure l’imposta, cosi da rendere impossibile la vita anche ai pochi superstiti che vorrebbero fare vero e puro intrattenimento.

Sembra quasi un accanimento terapeutico nei confronti di quelle tante micro imprese nazionali.

Se è vero come è, che l’azzardo fa male, l’unico bando che si deve fare è bandire il gioco d’azzardo e le relative concessioni.

Se è vero come è, che lo Stato ci guadagna ed ha assoluto bisogno di certi introiti, abbia il coraggio di gestirlo in prima persona, tramite SOGEI e ADM per esempio, non mettendo all’asta dei diritti in concessione alle multinazionali per salvarsi la faccia, tanto non ci crede più nessuno ormai.

Qualcuno disse di voler aprire il parlamento con un apri scatole come una scatoletta di tonno, il tonno non si è visto, ma in compenso siamo finiti in un mare di sardine, speriamo che gli squali non si mangino sia il tonno ed anche le sardine.

Auguri a tutti i miei ex colleghi.