(Jamma) – “Nell’incontro di ieri a Napoli ci siamo incontrati con la commissione tecnica che dovrebbe fornire a livello scientifico i dati, uno studio in merito al gioco patologico. Questo, una volta completato, dovrebbe poi andare all’assessore Panini e di conseguenza la palla passerà alla politica, all’amministrazione, che dovrà fare delle scelte”.

E’ quanto ha dichiarato a Jamma Pasquale Chiacchio, Presidente dell’Associazione Gestori Scommesse Italia (A.G.S.I.). “Abbiamo fatto presenti due esigenze: quella dello sblocco delle fasce orarie, che è fondamentale nel brevissimo termine. Come si può continuare così? Sono più di tre mesi e i costi non è che diminuiscono. L’altro tema è quello della rivisitazione del regolamento in merito alle distanze, abbiamo qualche mese di tempo, mettiamoci a tavolino, confrontiamoci. Troviamo una soluzione che vada bene a tutti, che tuteli il gioco minorile, i ludopatici, ma che soprattutto sia di buon senso” ha spiegato Chiacchio.

“Il regolamento dice che tutte le agenzie che ora andranno a bando dovranno chiedere le autorizzazioni, ma come le rilasceranno se nel regolamento comunale è riportato che bisogna rispettare 500 metri da tutti i luoghi sensibili? Non c’è margine. Se tra questi poi rientrano anche gli sportelli postali, le banche è come se ci dicessero di essere distanti da noi stessi, dato che siamo tutti dotati di Pos, come previsto dalla legge italiana. Abbiamo portato delle proposte alla commissione, noi non vogliamo solo criticare, vogliamo risolvere, bisogna fare in modo che le parti trovino un’intesa comune – ha aggiunto il Presidente A.G.S.I. -. Ci siamo trovati contro un esercito perchè abbiamo il solo torto di rispettare i contratti sottoscritti con i rappresentanti dello Stato italiano. Le vere vittime siamo noi, che stiamo prendendo schiaffoni da tutte le parti. Noi abbiamo buon senso, non abbiamo mai alzato la voce o fatto minacce, quando la politica cerca di fare un passo indietro è difficile, questo lo capiamo, cerca di salvaguardare la sua immagine, anche perchè tutte queste associazioni, l’opinione pubblica ormai sembra che siano tutti contro di noi. Il problema è che l’informazione è sbagliata, noi non facciamo altro che attività legale, distinguiamo da chi opera senza autorizzazioni”.

“Dobbiamo sperare che quanto prima questo studio arrivi nelle mani della politica, a quel punto dovrà dare un segnale, perchè avrà un supporto scientifico, dei dati. Nel breve – ha ribadito Chiacchio – puntiamo allo sblocco degli orari, questa è la cosa che ci preme di più per tornare in vita. Non vogliamo tempo illimitato come prima, siamo aperti al confronto, ma almeno 10/12 ore ce le devono garantire. Al momento gli imprenditori che investono in questo settore da chi vengono tutelati? Da nessuno! Noi vogliamo regole, che siano di buon senso, che permettano di mantenere in vita le nostre attività. Ricorrere all’autotutela? Perchè un settore che funziona dovrebbe farlo?”.

“I punti vendita di gioco su Napoli – ha concluso il Presidente A.G.S.I. – sono effettivamente troppi, non è possibile che la città ne offra oltre 700. Siamo d’accordo con una riduzione, ma non con la cancellazione del settore. Noi vendiamo un prodotto organizzato da altri, come l’ippica, gli avvenimenti sportivi, ci sono le leghe e le federazioni che stabiliscono gli orari degli eventi, servono quindi regole compatibili con tutto questo”.

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