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Il tema è trito e ritrito, ma ancora una volta ci tocca di parlarne. Gli esponenti del Governo grillino, nonostante oggi siano ben altri i temi che meriterebbero attenzione, non mancano occasione di ricordare al mondo social la loro avversione, ormai maniacale, per il mercato del gioco pubblico legale.

Lo chiamano azzardo (ognuno la pensi come vuole) e per non creare ulteriore confusione nella loro testa lo faremo anche noi.

L’onorevole Francesco Silvestri (M5S), in un post indirizzato all’assessore di Carpi Morelli, lo accusa di parlare a sproposito vista la sua impreparazione in tema di azzardo. Al centro della sua invettiva l’affermazione secondo la quale lo Stato incasserebbe soldi dall’azzardo.

Purtroppo non c’è nulla di più lontano dalla verità, la realtà è di gran lunga peggiore di quello che è stato affermato. L’azzardo in Italia ha numeri da capogiro, circa cento miliardi di euro ogni anno girano nel suo circuito. Un circuito di concessionari privati, i cui guadagni spariscono dal suolo italiano contribuendo a dissanguare questo Paese. E lo Stato quanto ne ricava? Un ottantesimo. Esattamente l’1,13% dal gioco online e il 9,63% sul restante“.

Allora onorevole Silvestri, non se ne abbia a male, ma la pretesa di voler correggere qualcuno che lei dice di essere impreparato con affermazioni come queste risulta alquanto imbarazzante. Specie da parte di chi, come lei, dovrebbe quanto meno conoscere i documenti condivisi dalle istituzioni di Governo.

Basterebbe infatti fare una ricerca sul sito del Mef per trovare il documento che riassume l’attività dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli riferibile al 2017. In quel report viene riportato nero su bianco che “il dato della ‘raccolta’ nel comparto dei giochi relativo al 2017, vale a dire l’insieme delle puntate effettuate in un anno è pari a 101,8 Md€ con un incremento rispetto all’anno precedente del 6,15%”. Quindi almeno su questo ci ha preso.

La “spesa” per il gioco, che corrisponde al ricavato (o “volume d’affari”) della filiera, nel 2017 è stata invece pari a 20,1 Md€, con un leggero aumento rispetto all’anno precedente (pari a 19,2 Md€). Questo vuol dire che al circuito dei concessionari non sono andati 100 miliardi, ma bensì 100 meno gli 80 miliardi ridistribuiti in vincite. Concetto difficile da capire se non si sa di cosa si sta parlando, ma semplice se si fanno un pò di compiti a casa.

La “spesa” deve essere presa a riferimento anche per dimensionare l’incidenza della tassazione. La tassazione complessiva del settore –10,3 miliardi di euro- è pari a circa il 51% della spesa (10,3/20,1×100 Md€). Quindi la tassazione applicata al totale della raccolta è del 10,11%.
Ma allora  a cosa si riferisce quando parla di un ottantesimo che ricaverebbe lo Stato?
Se l’onorevole Silvestri accetta il concetto di spesa deve dire che la tassazione applicata è di oltre il 50%, se si riferisce alla raccolta è del 10%. Insomma delle due l’una, non può prendere quello che le fa più comodo!

Altrimenti sono numeri così, buttati a caso, come direbbero a Roma, solo per fare un pò di caciara!

Non dimentichiamoci poi che lo Stato incassa anche attraverso la tassa sulle vincite e che sulle somme che restano di competenza alla filiera vengono applicate imposte che vanno a coprire costi delle attività di controllo e di gestione di competenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Insomma, non è per cercare il pelo nell’uovo, ma se si vuole ricoprire un incarico come quello di rappresentante del Parlamento concetti come guadagno, ricavo e in questo caso raccolta e spesa, dovrebbero ormai essere dati per scontati. Altra questione, da precisare, è quella dei concessionari a cui, secondo l’onorevole Silvestri, andrebbero guadagni che poi spariscono dal suolo italiano.

Se infatti i grillini si fossero degnati di conoscere la materia di cui tanto parlano invece di ‘arroccarsi’ su posizioni  che gli sono state suggerite da qualche noto professionista esperto nel farsi assegnare fondi destinati al gioco patologico, avrebbero scoperto che i ‘concessionari’ rappresentano una minima parte degli operatori del settore. Che il sistema è molto più complesso e che le imprese del settore risiedono, versano imposte e assumono in Italia. Almeno quelle del circuito legale.

‘L’assessore prima di esprimersi deve studiare a fondo questo fenomeno senza scadere nelle fake news che tanto confondono i cittadini’ ricorda l’onorevole Silvestri. E a lei, onorevole, cosa dovremmo dirle? mc

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