“Il presente disegno di legge intende introdurre disposizioni in materia di prevenzione, cura e riabilitazione degli stati di dipendenza patologica, rispon­dendo alle numerose istanze sociali che ri­chiedono un intervento per istituire nuove vie di contrasto ad una piaga sociale che da tempo affligge la persona umana e la collet­tività: il diffondersi delle dipendenze patolo­giche da alcool, droghe e gioco d’azzardo. Molti sono i servizi posti a tutela della persona affetta da malattie psicologiche e psichiatriche nel nostro ordinamento. Ciono­nostante, il presente disegno di legge intro­duce un protocollo operativo che rende più semplice e tempestivo l’accesso dei soggetti affetti dalle dipendenze patologiche sum­menzionate ai programmi terapeutici e so­cio-riabilitativi predisposti dal Servizio sani­tario nazionale e dai privati convenzionati. Si prevedono, pertanto, protocolli di inter­vento, sia dal punto di vista sanitario che dal punto di vista del reinserimento sociale, personalizzati in base alla gravità della patologia ed alle condizioni sociali del sog­getto beneficiario”.

E’ quanto spiega il senatore Ruggiero Quarto (M5S) in merito al disegno di legge di cui è proponente dal titolo “Disposizioni in materia di prevenzione, cura e riabilitazione degli stati di dipendenza patologica”.

“Le dipendenze patologiche da sostanze stupefacenti e psicotrope, dall’alcool e dal gioco d’azzardo, infatti, sono state inserite nel quinto manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM V): sono state perciò riconosciute dalla comunità scientifica internazionale come patologie psichiatriche e come tali devono essere accertate e trattate dal Servizio sanitario nazionale. Il trattamento delle dipendenze patologi­che da alcool, droghe e gioco d’azzardo ap­pare complesso per una serie di motivi: in primo luogo perché il soggetto dipendente deve accettare la sussistenza della dipen­denza patologica ed in secondo luogo perché questi difficilmente tenderà ad inserirsi sua sponte in un percorso terapeutico-riabilitativo, di fatto lasciando che la dipendenza si cronicizzi. Non è infrequente, infatti, che il soggetto affetto da una dipendenza patologica di que­sto tipo stenti a inserirsi in programmi di diagnosi e cura. Occorre così fissare proto­colli di monitoraggio, prevenzione e cura della salute degli individui che siano idonei a sopperire alla difficoltà e al disagio che unindividuo prova nell’intraprendere le cure.

A questi protocolli di cura, tra l’altro, la normativa in esame prevede debbano seguire programmi socio-riabilitativi in grado di aiu­tare il soggetto preso in carico a tornare a gestire autonomamente la propria vita di re­lazione ed a responsabilizzarsi rispetto ai suoi stessi comportamenti patologici. È del tutto evidente, infatti, che in as­senza di tali protocolli di intervento la di­pendenza patologica diviene sempre più in­gravescente e si cronicizza, per cui il sog­getto diviene via via incapace di reagire au­tonomamente al proprio stato patologico e si lascia vivere in una condizione di abban­dono e di degrado sociale. Vengono così istituiti l’Osservatorio na­zionale della prevenzione e cura delle dipen­denze patologiche e i Centri regionali per il monitoraggio, prevenzione e cura delle di­pendenze patologiche, cui sono affidati pre­cisi compiti di prevenzione, monitoraggio, cura e riabilitazione. L’Osservatorio nazionale ha responsabilità di indirizzo e di promozione della politica gene­rale di prevenzione contro il consumo di al­cool e sostanze stupefacenti o psicotrope e il diffondersi delle ludopatie, a livello nazionale ed internazionale.

I Centri regionali, al con­tempo, hanno il compito di coordinare le atti­vità propedeutiche all’accertamento della sus­sistenza della dipendenza patologica e, una volta che questa sia stata diagnosticata, far sì che vengano prontamente attuati i programmi di cura e riabilitazione cosicché il soggetto preso in carico, già nella fase dell’insorgenza della patologia, si sottoponga tempestivamente al trattamento sanitario. Le disposizioni in materia di prevenzione, cura e riabilitazione degli stati di dipendenza patologica, infatti, mirano ad intervenire po­sitivamente nella società, sostenendo gli in­dividui nel percorso di accettazione della di­pendenza patologica, e garantiscono a cia­scuno programmi di diagnosi, cura e reinse­rimento sociale. In conclusione, le disposizioni di cui al presente disegno di legge tutelano la salute come fondamentale diritto dell’individuo e preminente interesse della collettività, in at­tuazione del disposto dell’articolo 32 dellaCostituzione ed in considerazione del fatto che la salute è universalmente riconosciuta come uno stato di completo benessere fisico e psichico, coinvolgente tutti gli aspetti inte­riori della persona umana”.

Di seguito il testo:

Art. 1. (Accesso alle cure)

1. La prevenzione e la cura delle dipen­denze patologiche è garantita a ogni indivi­duo e alla collettività come parte integrantedel diritto alla salute.

2. Lo Stato garantisce semplice e immediatoaccesso alle misure di prevenzione e alle cureper le dipendenze patologiche mediante più ef­ficiente ed efficace impiego di tutte le attività,prestazioni sanitarie, risorse strutturali, tecno­logiche e organizzative già in essere presso ilServizio sanitario nazionale.

3. Alle attività di prevenzione e cura messein atto dalle strutture sanitarie e sociosanitarie,pubbliche e private, è tenuto a concorrere tuttoil personale, compresi i liberi professionisti chevi operano in regime di convenzione con il Ser­vizio sanitario nazionale.

Art. 2. (Istituzione dell’Osservatorio nazionale della prevenzione e cura delle dipendenze patologiche)

1. Entro tre mesi dalla data di entrata invigore della presente legge, con decreto delMinistro della salute, previa intesa in sededi Conferenza permanente per i rapporti tralo Stato, le regioni e le province autonomedi Trento e di Bolzano, è istituito, senzanuovi o maggiori oneri per la finanza pub­blica, presso l’Agenzia nazionale per i ser­vizi sanitari regionali (AGENAS), l’Osserva­torio nazionale della prevenzione e curadelle dipendenze patologiche, di seguito de­nominato «Osservatorio nazionale», che agisce di concerto con la Direzione sanitariadella prevenzione sanitaria del Ministerodella salute, le aziende sanitarie locali, ilComitato nazionale di coordinamento perl’azione antidroga nonché l’Osservatoriopermanente di cui all’articolo 1, comma 7,del testo unico delle leggi in materia di di­sciplina degli stupefacenti e sostanze psico­trope, prevenzione, cura e riabilitazione deirelativi stati di tossicodipendenza, di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 9 ot­tobre 1990, n.309.

2. L’Osservatorio nazionale ha responsabi­lità di indirizzo e di promozione della poli­tica generale di prevenzione e di interventocontro le dipendenze patologiche, il con­sumo di alcool, sostanze stupefacenti o psi­cotrope e le ludopatie, a livello nazionale einternazionale. Formula proposte al Ministrodella salute per l’esercizio della funzione diindirizzo e di coordinamento delle attivitàamministrative di competenza delle regioni.

3. L’Osservatorio nazionale promuovestudi e ricerche relativi agli aspetti farmaco­logici, tossicologici, medici, psicologici, ria­bilitativi, sociali, educativi, preventivi e giu­ridici in tema di dipendenze patologiche, in­dividua le migliori pratiche adottate a livelloregionale e formula linee di indirizzo nazio­nali per la prevenzione, cura e reinserimentosociale dei dipendenti patologici al fine digarantire livelli minimi di assistenza su tuttoil territorio nazionale.

4. L’Osservatorio nazionale acquisisce tri­mestralmente dai Centri regionali per il mo­nitoraggio, prevenzione e cura delle dipen­denze patologiche, di cui all’articolo 3, idati regionali relativi alle richieste di inter­vento e alle segnalazioni pervenute, nonché idati relativi alle diagnosi, alle cure e ai per­corsi riabilitativi effettuati e trasmette al Mi­nistro della salute, con cadenza annuale, unarelazione in cui formula linee di indirizzonazionali per l’armonizzazione dei livelli re­gionali di assistenza.

5. L’Osservatorio nazionale collabora con ilMinistero della salute, il Ministero del lavoro edelle politiche sociali, il Ministero dell’istru­zione, il Ministero dell’università e della ri­cerca, il Ministero della giustizia, il Ministeroper i beni e le attività culturali e per il turismo,con i Dipartimenti per le politiche giovanili eil servizio civile universale, per le pari oppor­tunità, per le politiche della famiglia, per le po­litiche di coesione, per le politiche antidroga,per i rapporti con il Parlamento, per le riformeistituzionali, per gli affari regionali e le autono­mie e per le politiche europee e l’Ufficio per losport della Presidenza del Consiglio dei mini­stri, nonché con le regioni, le province auto­nome di Trento e di Bolzano e i comuni. Col­labora altresì con le università, i centri di ri­cerca, le società scientifiche, le associazioni tec­nico-scientifiche delle professioni sanitarie dicui all’articolo 8 e gli enti del Terzo settore.

6. Sul piano internazionale, l’Osservatorionazionale partecipa ai rapporti con la Com­missione sugli stupefacenti e con l’Organointernazionale di controllo sugli stupefacentidel Consiglio economico e sociale delle Na­zioni Unite e con il Fondo delle NazioniUnite per il controllo dell’abuso delle dro­ghe (UNFDAC), con i competenti organismidell’Unione europea e con ogni altra orga­nizzazione internazionale avente competenzanella prevenzione, diagnosi e cura delle di­pendenze patologiche.

Art. 3. (Istituzione dei Centri regionali per il monitoraggio, prevenzione e cura delle dipendenze patologiche)

1. Presso i Dipartimenti delle dipendenzeterritorialmente competenti sono istituiti, inconformità a quanto disposto dal titolo Xdel citato testo unico di cui al decreto delPresidente della Repubblica n.309 del 1990,con le risorse umane, strumentali e finanzia­rie disponibili a legislazione vigente, e co­munque senza nuovi o maggiori oneri a ca­rico della finanza pubblica, i Centri regionaliper il monitoraggio, prevenzione e cura delledipendenze patologiche, di seguito denomi­nati «Centri regionali».

2. I Centri regionali hanno la funzione dimonitorare il rischio di insorgenza delle di­pendenze patologiche, di svolgere attività diprevenzione, di promuovere campagne infor­mative sugli effetti negativi sulla salute de­rivanti dall’abuso di alcool e dall’uso di so­stanze stupefacenti e psicotrope, nonchédalle ludopatie.

3. I Centri regionali, sulla base delle diret­tive e dei criteri fissati dal Ministero della sa­lute, dall’Osservatorio nazionale e dai Diparti­menti delle dipendenze territorialmente com­petenti, di concerto con il Dipartimento per lepolitiche antidroga della Presidenza del Consi­glio dei ministri, hanno il compito di: a)registrare tutte le richieste di inter­vento e le segnalazioni pervenute nel corsodell’anno; b)registrare i dati relativi alle diagnosi,alle cure e ai percorsi riabilitativi effettuati; c)acquisire periodicamente e sistemati­camente dati sulla popolazione alcoldipen­dente, tossicodipendente o affetta da dipen­denza patologica, anche con riferimento allatipologia delle sostanze assunte e all’inci­denza della condizione socio-economica delsoggetto sulla dipendenza patologica da al­cool, sostanze stupefacenti e psicotrope esulla ludopatia; d)acquisire periodicamente e sistemati­camente dati sulla dislocazione e sul funzio­namento dei servizi pubblici e privati ope­ranti nel settore della prevenzione, cura e ri­abilitazione, nonché sulle iniziative tendential recupero sociale, ivi compresi i servizi at­tivati negli istituti di prevenzione e pena enelle caserme, sul numero di soggetti riabi­litati reinseriti in attività lavorative e sul tipodi attività lavorative eventualmente intra­prese, distinguendo se presso strutture pub­bliche o private; e)acquisire periodicamente e sistemati­camente dati sui tipi di trattamento praticatie sui risultati conseguiti, sull’epidemiologiadelle patologie correlate, nonché sulla pro­duzione e sul consumo delle sostanze stupe­facenti o psicotrope di nuova generazione; f)acquisire periodicamente e sistemati­camente dati sulle iniziative promosse ai di­versi livelli istituzionali in materia di infor­mazione e prevenzione; g)formulare una relazione trimestralerelativa ai dati di maggiore rilevanza nazio­nale, tra cui i dati relativi alle richieste diintervento, alle segnalazioni pervenute, allediagnosi, cure e percorsi riabilitativi effet­tuati a livello regionale da trasmettere, me­diante procedura telematica unificata a li­vello nazionale, all’Osservatorio nazionale dicui all’articolo 2 della presente legge nonchéall’Osservatorio permanente di cui all’arti­colo 1, comma 7, del citato testo unico dicui al decreto del Presidente della Repub­blica n.309 del 1990.

Art. 4. (Ruolo di coordinamento)

1. L’assetto organizzativo e programma­tico dei Centri regionali è stabilito dall’Os­servatorio nazionale di concerto con il Mi­nistero della salute e con i Dipartimentidelle dipendenze territorialmente competenti.

2. I Centri regionali coordinano l’attività deiServizi per le dipendenze e hanno, nell’ambitodi quanto predeterminato dall’Osservatorio na­zionale e dai Dipartimenti delle dipendenze ter­ritorialmente competenti, un proprio budgeteuna propria responsabilità di spesa.

3. I Centri regionali, per mezzo dei Ser­vizi per le dipendenze, hanno il compito diverificare la continuità assistenziale dei sog­getti presi in carico dai Servizi per le dipen­denze territoriali, valutando le azioni messein atto e finalizzate agli interventi integrati ecoordinati con le comunità terapeutiche, leunità di reinserimento, i reparti ospedalieri,le pubbliche amministrazioni e i privati ac­creditati che si occupano della cura e delreinserimento sociale dei soggetti affetti dadipendenze patologiche.

Art. 5.
(Presentazione dell’istanza o della segnalazione)

1. Presso ogni Centro regionale è istituito lo«sportello per il cittadino», ove ciascuno puòpresentare istanza per intraprendere percorsi didiagnosi e cura delle dipendenze patologiche.L’istanza può essere presentata anche attra­verso modalità telematiche, registrandosi sulsito istituzionale del Centro regionale territo­rialmente competente, oppure per mezzo di unnumero verde a tale scopo istituito.

2. Entro trenta giorni dalla richiesta, iCentri regionali sono tenuti a interessare iServizi per le dipendenze a che questi pren­dano tempestivamente in carico i richiedenti.I Centri regionali sono tenuti altresì a veri­ficare periodicamente che tutti i richiedentiabbiano intrapreso adeguati programmi didiagnosi e cura e a monitorare il correttoespletamento dei programmi terapeutici.

3. I prossimi congiunti dei soggetti aventidiritto, i servizi sociali, il difensore civico, ilpubblico ministero oppure i giudici presso iltribunale per i minorenni possono presentaresegnalazioni allo sportello per il cittadino neicasi in cui l’avente diritto non vi provveda osia impossibilitato a farlo. I Centri regionalisono tenuti a verificare i dati trasmessi a mezzodelle segnalazioni e, nel caso in cui ritenganoche si debba procedere, convocano il soggettoper una visita diagnostica.

4. Nel caso in cui la visita diagnostica ac­certi che il soggetto è affetto da dipendenzapatologica e questi non intenda avviare il programma terapeutico oppure nel caso incui il beneficiario non intenda sottoporsi allavisita diagnostica, i Centri regionali ricor­rono al giudice tutelare territorialmente com­petente affinché verifichi la sussistenza deipresupposti per l’apertura del procedimentodi nomina di un amministratore di sostegno.Nel caso in cui il soggetto sia già assistitoda un amministratore di sostegno, da un tu­tore o da un curatore, i Centri regionali ri­corrono al giudice tutelare per la verificadell’effettivo espletamento delle attività diassistenza e cura del beneficiario.

5. L’interessato o per esso il suo rappresen­tante legale prestano il consenso informato diadesione al programma terapeutico e socio-riabilitativo individuato dal Servizio per le di­pendenze, alle modalità di realizzazione delprogramma ed ai risultati programmatici.

6. Nei confronti degli individui affetti dadipendenza patologica cronica o ad alto ri­schio di cronicizzazione, i Centri regionalicoordinano le azioni dei servizi territorial­mente competenti con particolare sollecitu­dine, garantendo il tempestivo avvio dei pro­grammi terapeutici.

7. Nel caso in cui si tratti di soggetto sot­toposto a restrizione della libertà personalein quanto detenuto, sottoposto a misure diprevenzione, sottoposto alla misura di sicu­rezza del ricovero in residenza per l’esecu­zione delle misure di sicurezza (REMS) ov­vero sottoposto alle misure alternative alladetenzione, i Centri regionali sono contattatidal pubblico ministero su indicazione delmagistrato di sorveglianza.

Art. 6. (Promozione e coordinamento delle attività di educazione e informazione atte a prevenire l’insorgenza delle dipendenze patologiche)

1. L’Osservatorio nazionale e i Centri re­gionali, in conformità con quanto stabilitodal titolo IX del citato decreto del Presi­dente della Repubblica n.309 del 1990, agi­scono di concerto con il Ministero della sa­lute, il Ministero dell’istruzione e il Mini­stero dell’università e della ricerca per pro­muovere e coordinare le attività di educa­zione alla salute e di informazione sui danniderivanti dall’alcolismo, dall’uso delle so­stanze stupefacenti o psicotrope, nonchédalle patologie correlate alle dipendenze pa­tologiche.

2. Le attività di cui al comma 1 si inqua­drano nello svolgimento ordinario dell’atti­vità educativa e didattica, attraverso l’appro­fondimento di specifiche tematiche nell’am­bito delle discipline curricolari ed extracur­ricolari.

3. Il Ministero dell’istruzione e il Mini­stero dell’università e della ricerca appro­vano programmi annuali differenziati per ti­pologie di iniziative e relative metodologiedi applicazione, per la promozione di attivitàda realizzarsi negli istituiti di istruzione diprimo e secondo grado e nelle università,sulla base delle proposte formulate dall’Os­servatorio nazionale.

4. L’Osservatorio nazionale, nell’espleta­mento della sua funzione di prevenzione, ap­profondisce, nella formulazione dei pro­grammi scolastici, le tematiche: a)della pedagogia preventiva; b)dell’incentivazione di attività cultu­rali, ricreative e sportive, da svolgere even­tualmente anche all’esterno della scuola; c)del coordinamento con le iniziativepromosse o attuate da altre amministrazionipubbliche con particolare riguardo alla pre­venzione primaria.

5. Alle riunioni programmatiche dell’Os­servatorio nazionale con il Ministro della sa­lute, il Ministro dell’istruzione e il Ministrodell’università e della ricerca partecipa al­meno un rappresentante per ogni Centro re­gionale presente sul territorio nazionale.Quando sono trattati argomenti di loro inte­resse, possono essere invitati il Ministro dellavoro e delle politiche sociali, il Ministrodella giustizia, il Ministero per i beni e leattività culturali e per il turismo, il Ministroper gli affari regionali e le autonomie, il Mi­nistro per le politiche giovanili e lo sport, ilMinistro per le pari opportunità e la fami­glia, il Ministro per il sud e la coesione ter­ritoriale, i rappresentanti delle regioni, delleprovince autonome di Trento e di Bolzano,dei comuni e degli enti del Terzo settore.

6. In sede di formazione di programmi diaggiornamento e formazione del personaledella scuola è data priorità alle iniziative inmateria di educazione alla salute e di pre­venzione delle dipendenze patologiche.

Art. 7. (Trasparenza dei dati)

1. L’Osservatorio nazionale e i Centri re­gionali possono richiedere dati e informa­zioni a qualunque amministrazione statale eregionale, che è tenuta a fornirli, con l’ec­cezione dei dati che possono violare il di­ritto all’anonimato. Qualunque amministra­zione statale e regionale può ottenere infor­mazioni dall’Osservatorio nazionale e daiCentri regionali.

2. Le prestazioni erogate dalle strutturepubbliche e private convenzionate sono sog­gette all’obbligo di trasparenza, nel rispettodel codice in materia di protezione dei datipersonali, di cui al decreto legislativo 30giugno 2003, n.196, nonché del regola­mento (UE) 2016/679 del Parlamento euro­peo e del Consiglio, del 27 aprile 2016.

3. Le strutture pubbliche e private confunzioni di riabilitazione, diagnosi e curaper le dipendenze patologiche rendono di­sponibili, mediante pubblicazione nel pro­prio sito internetistituzionale, i dati relativial numero di posti disponibili nonché i datirelativi alle diverse tipologie di percorsi te­rapeutici e riabilitativi svolti, previa verifica della loro congruità ad opera dei Centri re­gionali nell’ambito dell’esercizio della fun­zione di monitoraggio.

Art. 8.
(Buone pratiche clinico-assistenziali e raccomandazioni previste dalle linee guida)

1. Gli esercenti le professioni sanitarie,nell’esecuzione delle prestazioni con finalitàpreventive, diagnostiche, terapeutiche e ria­bilitative nell’ambito delle dipendenze pato­logiche, nello svolgimento delle loro man­sioni si attengono ai programmi terapeutici esocio-riabilitativi formulati dai Servizi per ledipendenze, alle raccomandazioni previstedalle linee guida pubblicate ai sensi delcomma 3 ed elaborate da enti e istituzionipubblici e privati nonché dalle società scien­tifiche e dalle associazioni tecnico-scientifi­che delle professioni sanitarie iscritte in ap­posito elenco, istituito e regolamentato condecreto del Ministro della salute, da ema­nare entro novanta giorni dalla data di en­trata in vigore della presente legge, e da ag­giornare con cadenza biennale.

2. Nel regolamentare l’iscrizione in appo­sito elenco delle società scientifiche e delleassociazioni tecnico-scientifiche di cui alcomma 1, il decreto del Ministro della sa­lute stabilisce: a)i requisiti minimi di rappresentativitàsul territorio nazionale; b)la costituzione mediante atto pub­blico e le garanzie da prevedere nello statutoin riferimento al libero accesso dei profes­sionisti aventi titolo e alla loro partecipa­zione alle decisioni, all’autonomia e all’indi­pendenza, all’assenza di scopo di lucro, allapubblicazione nel sito internetistituzionaledei bilanci preventivi, dei consuntivi e degliincarichi retribuiti, alla dichiarazione e rego­lazione dei conflitti di interesse e all’indivi­duazione di sistemi di verifica e controllo della qualità della produzione tecnico-scien­tifica; c)le procedure di iscrizione all’elencononché le verifiche sul mantenimento dei re­quisiti e le modalità di sospensione o can­cellazione dallo stesso.

3. Le linee guida e gli aggiornamentidelle stesse sono integrati nel Sistema nazio­nale per le linee guida (SNLG), il quale èdisciplinato nei compiti e nelle funzioni condecreto del Ministro della salute, da ema­nare, previa intesa in sede di Conferenzapermanente per i rapporti tra lo Stato, le re­gioni e le province autonome di Trento e diBolzano, entro quattro mesi dalla data di en­trata in vigore della presente legge. L’Isti­tuto superiore di sanità pubblica nel propriosito internetle linee guida e gli aggiorna­menti delle stesse indicati dal SNLG, previaverifica della conformità della metodologiaadottata a standarddefiniti e resi pubblicidallo stesso Istituto, nonché della rilevanzadelle evidenze scientifiche dichiarate a sup­porto delle raccomandazioni.

4. Le attività di cui al comma 3 sonosvolte nell’ambito delle risorse umane, fi­nanziarie e strumentali già disponibili a le­gislazione vigente e comunque senza nuovio maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 9. (Soppressione del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga. Istituzione del
Fondo nazionale di intervento per la prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da dipendenze patologiche)

1. Il Fondo nazionale di intervento per lalotta alla droga di cui all’articolo 127 del ci­tato testo unico di cui al decreto del Presi­dente della Repubblica n.309 del 1990, èsoppresso ed è contestualmente istituito ilFondo nazionale di intervento per la preven­zione, cura e riabilitazione dei soggetti af­fetti da dipendenze patologiche, costituitopresso il Fondo nazionale per le politichesociali di cui all’articolo 20 della legge 8novembre 2000, n.328, entro tre mesi dalladata di entrata in vigore della presentelegge, con apposito decreto del Ministro del­l’economia e delle finanze. Le risorse delsoppresso Fondo nazionale di intervento perla lotta alla droga sono destinate al Fondonazionale di intervento per la prevenzione,cura e riabilitazione dei soggetti affetti dadipendenze patologiche.

2. Possono fare ricorso al Fondo istituitodal comma 1, per l’espletamento delle fun­zioni di cui alla presente legge, l’Osservato­rio nazionale e i Centri regionali. Possonoaltresì avere accesso alle risorse del Fondole regioni, le province, i comuni e i loroconsorzi, le comunità montane, le aziendesanitarie locali, gli enti del Terzo settore esoggetti pubblici o privati che presentinoprogetti finalizzati alla prevenzione, alla curae al reinserimento socio-lavorativo dei sog­getti affetti da dipendenze patologiche.

3. Le modalità, i criteri e i termini per lapresentazione delle domande di accesso alFondo, nonché la procedura per l’erogazionedei finanziamenti è stabilita dall’Osservato­rio nazionale, sentito il parere della Confe­renza permanente per i rapporti tra lo Stato,le regioni e le province autonome di Trentoe di Bolzano e dei Centri regionali. Possonoaltresì essere sentite le organizzazioni rap­presentative degli enti ausiliari e delle orga­nizzazioni del Terzo settore che operano sulterritorio.

4. L’Osservatorio nazionale vigila sullacorretta destinazione dei finanziamenti asse­gnati, prevede strumenti di verifica dell’effi­cacia degli interventi realizzati e provvede ainviare annualmente una relazione al Mini­stro del lavoro e delle politiche sociali sugliinterventi realizzati ai sensi della presentelegge, anche ai fini dell’aggiornamento e in­tegrazione della normativa nazionale.

Art. 10. (Coinvolgimento delle parti sociali)

1. È consentito agli enti del Terzo settore,previsti dal codice del Terzo settore, di cuial decreto legislativo 3 luglio 2017, n.117,iscritti nel registro unico nazionale del Terzosettore, di stipulare convenzioni con leaziende sanitarie locali di competenza per ilperseguimento dei fini e la realizzazionedelle attività di cui alla presente legge.

2. I Centri regionali, di concerto con leregioni territorialmente competenti, curanol’attività istruttoria propedeutica alla valuta­zione dei requisiti di ammissibilità delleistanze di accreditamento, redigono i con­tratti di convenzione con le aziende sanitarielocali competenti, predispongono l’istruttoriaper l’accreditamento delle strutture terapeu­tiche e socio-riabilitative, anche ai sensi eper gli effetti degli articoli 11 e 12, e svol­gono attività di verifica e di controllo delbuon andamento delle attività per l’effettivoperseguimento dei fini di cui alla presentelegge.

Art. 11. (Concessione di strutture dello Stato)

1. Ai Centri regionali, alle aziendesani­tarie locali e ai centri privati autorizzati econvenzionati possono essere dati in uso,con convenzione per una durata almeno de­cennale, con decreto del Ministro dell’eco­nomia e delle finanze, emanato di concertocon il Ministro del lavoro e delle politichesociali, gli edifici, le strutture, le aree appar­tenenti al demanio o al patrimonio delloStato nonché i beni confiscati, al fine di de­stinarli a centri di cura e recupero dei sog­getti affetti da dipendenze patologiche non­ché per realizzare centri e case di lavoro peri riabilitati.

2. Gli enti di cui al comma 1 possono ef­fettuare opere di ricostruzione, restauro emanutenzione per l’adattamento delle strut­ture da destinare a centri di cura e recuperodei soggetti affetti da dipendenze patologi­che attingendo ai finanziamenti di cui all’ar­ticolo 9 della presente legge, nonché a tutti ifinanziamenti previsti dalle leggi regionali,nazionali e sovranazionali, nel rispetto deivincoli posti sui beni stessi.

3. Agli enti di cui al comma 1 si appli­cano, ove compatibili con le previsioni delpresente articolo, le disposizioni del capo IIdel regolamento di cui al decreto del Presi­dente della Repubblica 13 settembre 2005,n.296.

Art. 12. (Concessione di strutture degli enti locali)

1. Le regioni, le province autonome di Trentoe di Bolzano, gli enti locali, nonché i loro entistrumentali e ausiliari possono concedere in usogratuito ai Centri regionali beni immobili diloro proprietà con vincolo di destinazione alleattività di prevenzione, recupero e reinseri­mento, anche lavorativo, dei soggetti affetti dadipendenze patologiche.

2. L’uso dei beni è disciplinato con appo­sita convenzione che ne fissa la durata, sta­bilisce le modalità di controllo sulla sua uti­lizzazione e le cause di risoluzione del rap­porto, e disciplina le modalità di autorizza­zione ad apportare modificazioni o addizionial bene, anche mediante utilizzazione deicontributi di cui all’articolo 9 della presentelegge.

Art. 13.
(Consultazione e raccordo tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano)

1. La Conferenza permanente per i rap­porti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano svolgecompiti di consultazione e raccordo, su tuttoil territorio della Repubblica, delle attività diprevenzione, di cura, di riabilitazione e direcupero sociosanitario delle dipendenze pa­tologiche, secondo le modalità previste dal­l’articolo 12 della legge 23 agosto 1988,n.400.

2. La Conferenza permanente per i rap­porti tra lo Stato, le regioni e le provinceautonome di Trento e di Bolzano, a cui par­tecipano anche i rappresentanti degli enti dicui al comma 5 dell’articolo 2, è convocataogni tre anni dal Ministro della salute perl’analisi dei problemi connessi alle dipen­denze patologiche, all’abuso di alcool edalla diffusione delle sostanze stupefacenti epsicotrope e alle ludopatie, per la condivi­sione delle linee di indirizzo nazionali e perl’armonizzazione dei livelli regionali di assi­stenza. La relazione conclusiva della Confe­renza è comunicata al Parlamento.

Art. 14. (Clausola di salvaguardia)

1. Le disposizioni della presente legge siapplicano nelle regioni a statuto speciale enelle province autonome di Trento e di Bol­zano compatibilmente con i rispettivi statutie le relative norme di attuazione, anche conriferimento alla legge costituzionale 18 otto­bre 2001, n.3.