“Se non convenga che il settore del gioco pubblico (unitamente ad altri comparti) sia stato penalizzato oltre misura, con evidenti pregiudizi, considerato il periodo di chiusura media dei negozi di gioco, superiore agli altri Paesi europei, le cui conseguenze occupazionali interessano più di 30.000 addetti impiegati nella distribuzione fisica del gioco, unitamente agli effetti negativi sulla spesa e sulle entrate erariali dei giochi; quali misure urgenti e indispensabili intenda intraprendere, anche attraverso misure d’incentivo, al fine di sostenere la categoria interessata, dato che le disposizioni adottate appaiono inique e incapaci di rispondere ai minimi principi di ragionevolezza e proporzionalità, in relazione ad attività con categorie merceologiche analoghe, dove si continua ad effettuare l’attività di scommesse del gioco legale”.

E’ quanto chiede il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea De Bertoldi (nella foto), in un’interrogazione rivolta al Ministro dell’economia e delle finanze.

Di seguito il testo completo dell’interrogazione: “Premesso che: secondo i dati, pubblicati da un articolo de “Il Sole-24 ore” il 5 gennaio 2021, emerge che l’ultimo bollettino del Dipartimento delle entrate dei primi dieci mesi del 2020 ha evidenziato che l’effetto lockdown sul gioco legale ha prodotto per le casse dell’erario una perdita superiore ai 4 miliardi di euro, di cui oltre 2,8 miliardi derivanti dal prelievo erariale sugli apparecchi;

il quotidiano evidenzia, tra l’altro, come negli ultimi due mesi (caratterizzati da nuove chiusure e restrizioni per far fronte alla seconda ondata della pandemia) non sia previsto alcun recupero di gettito per lo Stato, ed inoltre, considerando la chiusura dei punti gioco per quasi 6 mesi nel corso del 2020, la stima dei ricavi fiscali per lo Stato (complessivamente per i due canali fisico ed on line) a fine 2020 non raggiungerà i 7 miliardi di euro, pari a oltre 4,5 miliardi di euro in meno rispetto al 2019 (gli incassi statali dai giochi avevano superato gli 11 miliardi di euro, secondo i dati del libro blu dell’Agenzia delle dogane);

in particolare, l’articolo rileva che, dei 4,5 miliardi di euro riferiti al calo degli introiti erariali, circa l’80 per cento è imputabile alla perdita di gettito registrata dal canale retail (sale gioco, agenzie di scommesse e bingo) aggiungendo inoltre che il settore sta subendo gravissime perdite economiche, non soltanto per le chiusure delle sale da gioco, ma in quanto un numero elevato di scommettitori si è invece indirizzato sul gioco illegale, come confermato direttamente dal direttore generale delle dogane e dei monopoli, professor Marcello Minenna, il quale ha rilevato che durante il lockdown c’è stato un forte aumento del gioco d’azzardo illegale, a fronte di una contrazione di quello legale (come testimoniano i numerosi interventi di repressione avvenuti in più di 50 capoluoghi di provincia, a seguito di verifiche in 250 sale illegali);

anche per l’anno in corso, le chiusure delle sale scommesse e le misure restrittive tuttora in corso non lasciano intravedere segnali positivi (prosegue l’articolo), con il rischio di un’ulteriore erosione del mercato legale in favore di quello illegale, considerato che i rischi di chiusura delle attività economiche riguardano principalmente piccole imprese familiari nella gestione di agenzie di scommesse o esercizi pubblici, a cui viene meno il contributo della raccolta di gioco attraverso gli apparecchi, necessario alla copertura di quota parte dei costi di gestione, quali le utenze dell’esercizio stesso;

tali osservazioni, a giudizio dell’interrogante, destano sconcerto e preoccupazione in relazione alle misure adottate dal Governo nei riguardi della filiera del settore dei giochi e delle scommesse legali, che, con comportamento schizofrenico e inaccettabile, da un lato, comportano gravissime perdite di gettito per l’erario, a causa del calo delle scommesse, dall’altro alimentano il grave fenomeno della ludopatia e del mercato del gioco d’azzardo illegale (senza l’introduzione di contromisure efficienti), determinando effetti socioeconomici devastanti, sia sulla riduzione del numero dei lavoratori regolari, che sull’intero sistema economico delle famiglie e delle imprese del comparto, considerato che le misure di ristoro recentemente introdotte si sono dimostrate insufficienti e inadeguate,

si chiede di sapere:

quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto;

se non convenga che il settore del gioco pubblico (unitamente ad altri comparti) sia stato penalizzato oltre misura, con evidenti pregiudizi, considerato il periodo di chiusura media dei negozi di gioco, superiore agli altri Paesi europei, le cui conseguenze occupazionali interessano più di 30.000 addetti impiegati nella distribuzione fisica del gioco, unitamente agli effetti negativi sulla spesa e sulle entrate erariali dei giochi;

quali misure urgenti e indispensabili intenda intraprendere, anche attraverso misure d’incentivo, al fine di sostenere la categoria interessata, dato che le disposizioni adottate appaiono inique e incapaci di rispondere ai minimi principi di ragionevolezza e proporzionalità, in relazione ad attività con categorie merceologiche analoghe, dove si continua ad effettuare l’attività di scommesse del gioco legale”.