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(Jamma) – “Quali iniziative intenda assumere, nell’ambito delle sue competenze e nel rispetto dell’autonomia dell’ordinamento sportivo, per proteggere lo sport del calcio dallo sfruttamento commerciale e per rafforzare il contrasto alle ludopatie, disincentivando forme di pubblicità, anche indirette, del gioco d’azzardo”.

E’ quanto chiede in Aula alla Camera, in un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri, il deputato Mario Sberna (Des-Cd), sempre facendo riferimento al recente accordo Figc-Intralot. “La ludopatia – spiega – si sta diffondendo in maniera preoccupante, tanto da diventare una vera e propria piaga sociale che sta rovinando tante persone e famiglie e la stessa economia del Paese; infatti, il 25 per cento dei giovani delle scuole superiori, di età compresa fra 15 e 19 anni dichiara di considerare l’azzardo come una fonte di reddito; inoltre, tre milioni di individui sono malati di gap (gioco d’azzardo patologico), mentre 88 miliardi di euro nell’intero Paese, pari al 5 per cento del prodotto interno lordo sono consumati in azzardo; dunque, esporre, direttamente o indirettamente, i giovani a un rischio gravissimo come quello delle ludopatie appare sbagliato, tenendo conto che nel 2015 sono stati registrati oltre un milione di giocatori tra i 15 e i 19 anni, l’8 per cento degli studenti italiani, 60.000 in più dell’anno precedente; l’azzardo non è un prodotto di consumo come tutti gli altri, non risponde ai valori educativi e di sviluppo del benessere psicofisico che si riconoscono al gioco, crea dipendenza ed espone a gravi rischi; la pubblicità è un elemento costitutivo della dipendenza: la induce e la produce. Quindi gli interessi insiti nel gioco d’azzardo sono altro rispetto ai valori sani dello sport, dell’etica, della legalità, della competizione positiva, del gioco di squadra; (…) l’Italia è tra i primi Paesi al mondo nel consumo di gioco d’azzardo; il « decreto Balduzzi » vieta la pubblicità del gioco d’azzardo con vincite in denaro nelle trasmissioni televisive, radiofoniche, cui potrebbero assistere dei minori nonché sui giornali, su riviste e pubblicazioni e via internet; nella legge n. 208 del 2015 (stabilità 2016), sono state approvate disposizioni limitative della pubblicità, con riferimento sia agli orari in cui sono vietati i messaggi pubblicitari nelle tv generaliste sia ai contenuti dei messaggi stessi, nonché misure atte a realizzare campagne di informazione e di sensibilizzazione, in particolare nelle scuole, sui fattori di rischio connessi al gioco d’azzardo ed è stato istituito presso il Ministero della salute il fondo per il gioco d’azzardo patologico; è, quindi inopportuno, ad avviso dell’interrogante, che a fare da sponsor della nazionale di calcio, vista e seguita da milioni di italiani, sia una società attiva nel mondo delle scommesse con il rischio che si aggiri il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo”.

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