“L’ultimo anno ci dimostra l’importanza della regolamentazione online introdotta nel 2007. Durante la crisi causata dalla pandemia, con la chiusura delle sale, se non fosse stato per l’online tutte queste aziende sarebbero fallite. Il gioco online è aumentato e ha mostrato vari aspetti in questo ultimo periodo. La sfida che dobbiamo affrontare nel prossimo anno si concentrerà su regolamentazione e tecnologia, vogliamo infatti che l’online diventi un competitor ad armi pari rispetto al gioco fisico. La nostra tecnologia ad oggi non ci consente infatti di prevenire efficacemente le attività illecite online”.

Lo ha detto il vice direttore generale di Adm, Alessandro Canali (nella foto), al panel “Il ruolo del regolatore nel contesto socio politico” nell’ambito di SBC Digital Italy.

“In Italia abbiamo un eccesso di regole e leggi, questo crea grande confusione. Il gioco d’azzardo è un po’ come un orfano, nessuno se ne vuole assumere la responsabilità. Molto spesso vengono approvate delle leggi più a livello emotivo che altro e questo crea problemi al mercato. Basti pensare al divieto di pubblicità, ne capiamo il motivo ma senza pubblicità le persone non possono poi distinguere tra gioco d’azzardo legale e illegale. Sarebbe meglio promuovere una pubblicità responsabile, anche perchè nel frattempo le attività illegali proliferano su internet. Un’altra legge controversa riguarda la sanità e i minori. Per poter giocare d’azzardo con le slot è necessario fornire una tessera sanitaria che dimostri di essere maggiorenni, collegata al Mef. Le persone hanno quindi paura di essere monitorate durante le attività di gioco, in violazione della privacy. Questa tessera inoltre riguarda solo gli italiani, quindi uno straniero che vuole giocare in Italia con le slot non può farlo perchè non ha questa tessera sanitaria. Questa legge è stata approvata per proteggere i minori, è comprensibile, ma si è adottata una decisione molto drastica con grandi conseguenze e problemi per il mercato senza davvero proteggere i minori. Infine ci sono le questioni riguardanti le leggi regionali, che creano disomogeneità e ingenti difficoltà perchè queste leggi territoriali non permettono di operare nonostante si abbia un’autorizzazione a livello nazionale. Questo è il motivo principale per cui stiamo cercando di convincere il parlamento ad approvare un testo unico sul gioco”.

E ancora: “In Italia non siamo un’agenzia indipendente come in altri Paesi, noi dipendiamo strettamente dal Governo. Abbiamo proposto diverse migliorie. Abbiamo raccolto qualche successo ma non abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Stiamo compiendo tanti sforzi per far sì che le persone capiscano che c’è il gioco d’azzardo legale, che è sicuro, controllato, fa bene all’economia e alla società. Dobbiamo convertire il pubblico in questo senso. Stiamo proponendo una legge per riordinare il settore e attirare gli investitori stranieri, oltre a garantire le persone di poter giocare d’azzardo in modo responsabile, senza rischi per la salute perchè si possono fornire strumenti per combattere la ludopatia”.