Nulla di fatto per l’approvazione del Regolamento Comunale per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico, fra i punti all’ordine del giorno del Consiglio comunale tenutosi ieri pomeriggio.

Tra gli oltre venti punti in discussione nell’assise cittadina di Ruvo di Puglia (BA) c’era anche quello inerente il Regolamento Comunale per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico L.R.P N.43/2013 modificata con L.R.P. N.21/2019. Proposta di deliberazione ai sensi dell’Art.46, commi 1 e 2 del regolamento comunale per il funzionamento del Consiglio Comunale presentata con nota prot. N. 31232 del 30 dicembre 2019 a firma dei consiglieri Pietro Paparella e Damiano Binetti.

«Lo scorso 24 dicembre abbiamo protocollato con il consigliere Binetti una proposta di delibera per far sì che questo Comune si dotasse di un regolamento per il contrasto e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico. – l’intervento del consigliere di opposizione Pietro Paparella. – Questo regolamento da noi proposto è frutto di una serie di sollecitazioni che ci sono arrivate rispetto ai dati preoccupanti che vengono pubblicate dall’Agenzia delle Dogane.

Questo ci ha spinti a ragionare su discorsi di carattere regolamentare di cui si stanno dotando diversi Comuni d’Italia. Lo abbiamo fatto rispettando i principi stabiliti dalla legge regionale di riferimento, che ha scontato anche dei ritardi per l’entrata in vigore effettiva dovuti alle posizioni contrapposte emerse in Consiglio Regionale. In questo regolamento abbiamo recepito le direttive delle due leggi regionali, va a salvaguardare tutti i principi di carattere socio-sanitario già previsti dalla normativa regionale.

Abbiamo inserito nel regolamento – ha precisato Paparella – due aspetti che riteniamo importanti, ossia uno sconto rispetto la Tari pari al 50% per le attività che hanno verificato nel triennio precedente una regolarità nei pagamenti e che non hanno mai avuto o che decidono di rinunciare agli apparecchi da gioco; e prevedere come sancito dall’Accordo Stato-Regioni degli orari di chiusura delle attività per il settore che riguarda questo regolamento così da disincentivare in fasce orarie secondo noi più significative e non superiori alle sei ore giornaliere.

Abbiamo proposto un regolamento che sia opportuno approvare e che non ha l’ambizione di essere la risoluzione definitiva al problema, ma che è un primo passo importante e necessario che abbiamo il dovere come parte politica di attuare.

Riteniamo che, essendo un regolamento che può essere integrato e modificato, nessuna delle proposte sia da cancellare. Per noi è un regolamento valido, completo e non blindato» ha concluso il consigliere di Direzione Italia.

La votazione è stata rinviata al prossimo Consiglio Comunale tra trenta giorni, per assenza dei pareri delle Commissioni. Il sindaco si è impegnato in prima persona a collaborare alla raccolta di fascicoli e pareri.