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(Jamma) – Nel consiglio comunale svoltosi a Rapallo (GE) nella giornata di ieri si è parlato anche di gioco d’azzardo. Primo punto in esame all’ordine del giorno è stato proprio quello relativo ai controlli su nuove aperture di sale da gioco e installazioni di slot machines e altre macchine per il gioco elettronico in vista della scadenza dell’1 maggio 2017.

Di seguito il resoconto della discussione.

Capurro ricorda come prima del 2011 il tema sembrasse appannaggio esclusivo del Governo centrale, finché la Provincia di Trento deliberò autonomamente in materia ricevendo l’approvazione governativa; lo stesso Capurro, allora consigliere regionale, colse lo spunto per proporre anche in Liguria una normativa simile che finì col demandare ai singoli sindaci le decisioni sulla liceità del gioco elettronico nei propri Comuni. Allo stato attuale delle cose le sale da gioco e gli esercizi commerciali ospitanti le “macchinette” non possono situarsi a meno di 300 metri da luoghi ritenuti “sensibili” quali scuole, luoghi di culto, cimiteri, impianti sportivi, stabilimenti balneari, parchi pubblici e a meno di 100 metri da sportelli bancari e bancomat; praticamente, a Rapallo, non risulterebbe idoneo alcun luogo sul territorio cittadino.

Tale normativa regionale risale al 2 maggio del 2012: le macchine preesistenti in tale data dovranno essere rimosse al decorso dei 5 anni da allora, ovvero al principio del maggio prossimo. «A quel punto Rapallo sarà libera dalle macchine per il gioco d’azzardo», sottolinea Capurro. La normativa, ricorda inoltre Capurro, è stata inviata al Governo il quale non l’ha impugnata, ed è sopravvissuta a diversi ricorsi al TAR regionale provenienti da esercenti di Recco e Chiavari, i cui assessori hanno poi pubblicamente ringraziato Capurro per avergli fornito come strumento tale provvedimento.

Si prenota per parlare il capogruppo M5S Solari, il quale in qualità di tabaccaio è ovviamente chiamato in causa. Solari ribadisce a propria volta la gravità delle ludopatie legate al cosiddetto “gioco d’azzardo patologico”, in merito alle quali porta diversi dati reperiti in collaborazione col gruppo parlamentare pentastellato e in particolare con l’onorevole Baroni. Solari parla di 15 milioni di persone interessate dal problema, coi costi della ludopatia ormai ammontanti al 12% della spesa delle famiglie italiane, e menziona la formazione in alcune località di “task force” specializzate nell’individuazione e nell’aiuto a chi soffre della patologia.

Solari porta all’attenzione del Consiglio un articolo del Secolo XIX dell’ottobre 2016 in cui il sindaco Bagnascoparla di discussioni sul da farsi in seno alla giunta. Il capogruppo M5S auspica, se non saranno rimossi gli apparecchi da gioco, l’istituzione di orari in cui ne cessi integralmente l’attività. Circola nel frattempo l’ODG a firma Capurro col quale si chiede alla giunta di comunicare agli esercenti interessati che a decorrere dal 2 maggio 2017 le loro autorizzazioni non saranno rinnovate (né rinnovabili).

Franco Parodi interviene per chiarire alcune questioni sulla normativa vigente e passa quindi a discutere il merito della scadenza dell’1 maggio 2017, concordando sulla necessità di renderne partecipi gli esercenti e auspicando un intervento governativo con un disegno di legge sul tema, di particolare importanza. Circola intanto un secondo ODG, a firma Solari, nel quale si entra nel dettaglio della proposta di un “coprifuoco” per le macchine da gioco, dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 21:00 (festivi inclusi) con controlli specifici da parte della Polizia Municipale. Vittorio Pellerano, dal canto proprio, sostiene che il gioco d’azzardo sia già sufficientemente regolamentato dal punto di vista istituzionale, e che le lacune – soprattutto nei confronti del gioco da parte di minorenni – derivino fondamentalmente da una mancanza di sorveglianza all’interno dei locali.

Paolo Buzzi sottolinea la necessità di affrontare il problema a livello nazionale. Il primo cittadino Carlo Bagnasco, dal canto proprio, ribadisce il fatto che l’Amministrazione comunale è ben equipaggiata per gestire la situazione a livello legislativo e rassicura consiglieri e spettatori: «Nei nostri giri anche di primo mattino non abbiamo mai riscontrato ragazzini impegnati alle slot». Non manca la stoccata finale a Solari: «Se si parla di ludopatia si parla di tutto, non solo delle slot machines; azzardo è anche il gratta e vinci, il Lotto e tutti i gli altri tipi di gioco, poco appropriato quindi dirsi “obbligati” a includere le macchine perché non si vuole perdere il diritto a offrire le altre tipologie di gioco d’azzardo».

Walter Cardinali: «La normativa che scade a breve ha regolamentato in maniera competente ed esaustiva la problematica, che nel nostro paese è divenuta nel corso degli anni sempre più pervasiva e rilevante». Dello stesso parere l’assessore al Commercio Elisabetta Lai, la quale cita l’impatto nazionale del problema e il “gioco d’anticipo” di Rapallo nell’imporre limiti all’attività delle macchine e delle sale da gioco, prima di lanciarsi in una lunga disamina delle tipologie di gioco d’azzardo elettronico e dei limiti a esso imposti a norma di legge.

Armando Ezio Capurro espone il proprio ODG, sottolineando fra l’altro come la rimozione delle macchine interesserà anche la sala scommesse di via San Benedetto, punto più critico nel tessuto del centro cittadino. L’assessore Lai conferma che in vista della scadenza si procederà a un “censimento” delle macchine sul territorio rapallese.

Passando alle dichiarazioni di voto, il capogruppo PD Mele esprime parere positivo; Capurro si dice invece contrario all’ODG Solari, in quanto variazioni all’orario sarebbero inutili così a ridosso di una scadenza che dovrebbe rimuovere le macchine in toto. Gli fa eco il sindaco Bagnasco: «L’ordine del giorno Solari è la formula per non fare assolutamente nulla; a pensar male a volte ci si azzecca…», chiara frecciata all’ordine del capogruppo 5 Stelle. Anche Brasey si dice contrario: «Imporre limiti di orario crea discriminazioni fra esercenti con orari di apertura diversi, così che chi chiude alle 19:00 anziché alle 21:00 avrebbe a disposizione due ore in meno per usufruire dei proventi dei macchinari». Della stessa opinione Giuseppe Candido, Walter Cardinali e Giorgio Costa, dell’idea che la scadenza sia troppo incombente per intervenire con modifiche all’orario.

In conclusione è stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato da Capurro col quale si impegna la giunta a segnalare ai commercianti l’imminente smantellamento dei macchinari. Bocciato invece un secondo odg a firma Solari col quale si chiedeva un giro di vite agli orari nei quali è concesso tenere attive le macchine, giudicato fuorviante e superfluo a fronte della scadenza alle porte.

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