porchietto
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(Jamma) – “In Piemonte abbiamo voluto a tutti i costi correre dietro alla demagogia, abbiamo votato una legge contro la ludopatia, mettendo in ginocchio un settore, quello delle macchinette legali nei bar, ma non abbiamo sconfitto la malattia, anzi abbiamo spinto le persone a guardare al mondo dell’illegalità o a varcare i confini regionali.

Dobbiamo prendere atto dell’errore di valutazione fatto e cercare di ricomporre una frattura, studiando come aiutare le migliaia di persone che soffrono di questa patologia, ma lo Stato deve fare la sua parte, perchè non serve vietare sul territorio se poi on line trovi di tutto e soprattutto vedi la sera in tv o durenate il giorno senti alla radio la pubblicità del gioco on line. Non possiamo usare due pesi e due misure”.

E’ quanto ha scritto sul suo profilo Facebook il consigliere regionale (in passato assessore a Lavoro e Formazione professionale) Claudia Porchietto (Fi), facendo riferimento alla crescita ed ai pericoli del gioco online evidenziata da recenti studi, come quello del “Libro Bianco Media e Minori” dell’Agcom e quello del Cnr di Pisa.

“Parole sante. E per questo grazie. Ora la preghiera e’ che siano seguite da fatti concreti.
Vista l’autorevolezza della fonte. Siamo a disposizione per sostenere e documentare il ragionamento” ha replicato l’avvocato, Geronimo Cardia.

Diversi i segnali di soddisfazione, oltre a qualche inevitabile critica, espressi tra i commenti:

“Ottime considerazioni, servono azioni concrete che portino a risultati per la tutela della salute senza azioni proibizioniste”.

“Ti ringrazio per la tua ammissione. Tardiva, ma utile. Ora lavoriamo insieme per modificare questo grave errore. Ma subito. Le aziende stanno morendo, le persone licenziate, bar chiusi, tabaccai in rivolta…”.

“Prima di fare leggi sarebbe meglio pensare alle conseguenze… visto che viene demonizzato sempre e solo il settore slot (…)”.

“Ma dai? Vi siete accorti finalmente! Forse un po’ tardi… avete ancora una volta mandato a spasso gente, avete fatto fallire aziende privatizzate!”.

“Da operaia che fin dal ‘94 ha contribuito a far crescere questo settore la volevo ringraziare per queste parole e complimentarmi con lei. Amo il mio lavoro e vedere che questo settore dopo che ha dato da mangiare a tutti, venga distrutto da una lobby dettata da concessionari e multinazionali, tralasciando che in questo lavoro ci vivono migliaia di famiglie, fa veramente male”.

“Grazie, io, i miei titolari e colleghi pensavamo di essere oramai dimenticati, dal lontano 20 novembre, in cui questa legge discriminante a livello territoriale e poco efficace contro il GAP è entrata in vigore… Ora spero che si posso aprire un tavolo in Consiglio regionale per tutelare gli investimenti esistenti, dopotutto una consistente riduzione delle slot era già prevista dal decreto ministeriale a livello nazionale, quindi perché proibire del tutto il gioco lecito, favorendo disoccupazione, cessate attivitá e il gioco illecito o comunque poco controllato (vedi online e totem)?”.


“Aprire un tavolo di consultazioni? Il consorzio ha chiesto ben 3 volte un confronto, non si sono neanche presentati! E perché? In ballo c’erano le votazioni per cui nessuno ha voluto prendersi la patata bollente!”.

“Ammettere gli errori è una cosa nobile che gli fa onore, con la speranza che non sia sola”.

“Ammettere gli errori ora? Mi sembra un po’ tardi… ah già per non perdere credibilità e preferenze cosa non si fa…”.

“Oramai i buoi sono già scappati. Le recinzioni andavano chiuse prima”.

“Buonasera sono una delle tante proprietaria di un bar e come tanti in difficoltà dopo aver investito e creduto nel mio lavoro. E non è facile vedere crollare tutto il lavoro mio e quello di tante famiglie dietro questa legge inutile. E ascoltare la tv la sera e vedere pubblicità di giochi online. Vorrei ringraziare tutte le persone che ci stanno aiutando a risolvere questa situazione grazie tante”.

Se due considerazioni pubbliche dovevano arrivare, non avrei avuto dubbi che sarebbero arrivate da una donna. Non è facile fermarsi a riflettere e ammettere errori di operato, errori che hanno prodotto danni ingenti (e non solo economici) ad aziende sane, lecite, storiche e all’avanguardia e alle persone che in quelle aziende a vario titolo operavano (tante). Ritengo che una politica seria, fatta da persone capaci e rispettose, possa trovare il coraggio di aprire un tavolo di confronto che sia degno di tale definizione e che traghetti il Piemonte verso una legge regionale dignitosa ed efficace con obiettivi concreti, fattibili e lungimiranti nel rispetto di tutte le figure coinvolte. Fiduciosa del fatto che il Canavese è territorio di donne che sanno fare e sanno utilizzare pesi e misure in maniera appropriata”.

Abbiamo fatto anche una manifestazione e coloro che ci rappresentano hanno esposto a nome di tutti i disagi che avevamo. Sembravano sensibilizzarsi alla nostra problematica ma nessuno ci ha considerato dell’amministrazione regionale. Se c’è un minimo di giustizia in Italia riconoscete questa legge N.9 incostituzionale. Almeno questo. Poi come prima oramai non si tornerà piu. Potremmo solo salvare quel poco di salvabile che ci rimane. Oramai è passato troppo tempo e in 6 mesi la vita di una persona e di un settore cambia notevolmente”.

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