C’è pessimismo sulle modifiche alla legge giochi del Piemonte. Secondo indiscrezioni pare che questa non subirà cambiamenti, mancherebbero infatti i numeri in Consiglio.

Gli umori degli operatori che hanno promosso la manifestazione non piano migliorati nemmeno dopo l’incontro con il presidente del Consiglio regionale Boeti.

Malgrado le rassicurazioni dei rappresentanti sindacali presenti alla protesta, per il quali il Consiglio potrebbe aver dimostrato una apertura rispetto alle problematiche legate alla perdita di migliai di posti di lavoro, per gli operatori, molti dei quali riuniti sotto il Comitato spontaneo dei lavoratori del gioco legale, quelle dai rappresentanti della maggioranza non sembrano essere segnali incoraggianti.

Per il momento infatti si continua a prendere tempo. La modifica alla legge regionale ipotizzata con un emendamento del consigliere Cassiani è ben lungi dall’essere condivisa dalla maggioranza dei consiglieri. D’altro canto la giunta si riserva di valutare attentamente il primo report dalla entrata in vigore della legge regionale che sarà disponibile non prima del mese di ottobre. Tempi comunque troppo lunghi per i tantissimi operatori del comparto che oggi hanno manifestato a Torino. Le loro imprese, senza segnali concreti, rischiano di chiudere a breve. Il presidente Boeti si è impegnato a riportare le loro richieste all’aula, ma al momento non sono previste ridiscussioni della legge sulla “ludopatia” approvata meno di un anno fa.

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