“Riteniamo inopportuno togliere un diritto acquisito a chi ne aveva titolo prima dell’entrata in vigore della legge del 2016, chiediamo quindi l’abrogazione della retroattività per tutti. Rimettiamo mano al distanziometro e ai luoghi sensbili. 500 metri sono una misura eccessiva per permettere al gioco legale di operare. Non sono inoltre arrivati gli effetti desiderati che si pensava quando è stata votata la legge. Oltre 5mila lavoratori non possono essere abbandonati a se stessi. Una proroga per noi non è sufficiente, servirebbe solo ad allungare l’agonia di chi in questo momento sta chiedendo di lavorare nella legalità. E’ un punto per noi molto importante e non intediamo trattare con nessuno. Il diritto al lavoro è sacrosanto, è un diritto lecito. Bloccare il legale vuol dire dare spazio all’illegale. Vogliamo rendere più capillare la lotta alla ludopatia, vogliamo stare vicini a chi ne è stato colpito. Qualcosa è stato fatto ma non sono state utilizzate le risorse nel modo più adatto. Non dobbiamo buttare al vento quanto fatto con la legge Chiamparino, vogliamo fare tesoro delle parti buone di questa legge, ma va considerata anche la dignità del lavoro legale”.

Lo ha detto il consigliere della Lega in Piemonte, Claudio Leone (nella foto), proponente della pdl che intende modificare l’attuale legge sul gioco nella regione.