Il consigliere regionale del Piemonte Giorgio Bertola lascia il Movimento Cinque Stelle.

Come rappresentante del Movimento ha depositato una pdl sul contrasto al gioco d’azzardo patologico.

‘Oggi, con grandissima difficoltà, mi ritrovo a scrivere un post che non avrei mai voluto scrivere, né pubblicare’ , scrive sulla sua pagina social.
‘Non credo sia un mistero, per chi mi segue, il pensiero che ho maturato negli ultimi tempi sul MoVimento e su quella che per me è la sua deriva politica ed ideologica.

Da mesi vivo come un innamorato deluso, giunto alla fine di un vero amore, perché il MoVimento 5 Stelle, da quando è nato, è stato tutta la mia vita, ma capita a volte che crescendo insieme, uno dei due possa cambiare.

Non sono io ad essere cambiato.
Io credo ancora nei valori iniziali, in tutto ciò che mi ha spinto ad iniziare il mio impegno, nel 2008.
Volevamo cambiare il Sistema, ma il Sistema ha cambiato, in parte, il MoVimento 5 Stelle.
Non tutto. Certo c’è chi nei comuni, nelle piazze, nelle regioni ed in Parlamento resiste ancora, portando avanti le storiche battaglie, che non sono prese di posizione, ma punti fermi che dovevano guidare la nostra attività dentro le istituzioni, all’opposizione come al Governo, per portare una rivoluzione nel modo di fare politica e nella società.

Oggi in troppi sono disposti ad accettare qualsiasi tipo di compromesso pur di restare al governo e per la stessa ragione, governando con altre forze politiche, in caso di scelte divisive, siamo stati sempre noi a rinunciare ai nostri temi identitari.

Abbiamo fatto tanta strada e tanta fatica per tornare esattamente allo stesso punto da cui siamo partiti, volevamo stravolgere il sistema e renderlo più trasparente e vicino ai bisogni reali dei cittadini, mentre oggi ci allontaniamo ogni giorno di più dalla nostra identità iniziale: la regola dei due mandati ritoccata troppe volte, la tentazione delle lenzuolate di alleanze pre-elettorali, le grandi opere inutili che non vengono fermate, il ruolo della democrazia partecipata e diretta messo in secondo piano dietro protagonismi, le dinamiche interne che assomigliano sempre di più a quelle degli altri partiti. Dovevamo essere gli anticorpi al malessere della politica, ma ci siamo rivelati corruttibili alle stesse logiche distorte.

Per me, ad esempio, è inammissibile che gli organismi del MoVimento preposti al controllo della correttezza dei comportamenti dei portavoce, chiudano gli occhi sulle operazioni machiavelliche agite da alcune figure per mire esclusivamente personalistiche, riportate dai giornali del Piemonte e di cui io stesso ho potuto averne un amaro assaggio in campagna elettorale e dopo.

Una picconata dopo l’altra, abbiamo assistito negli ultimi anni alla demolizione dei nostri valori. A volte sento parlare di “nostalgici” della prima ora, di “duri e puri”, ma i valori non sono una sorta di tradizione che qualcuno si prodiga a mantenere viva, i valori sono l’identità di una persona, così come di un movimento intero. Cosa rimane quando si rinuncia a tutto ciò in cui si crede fermamente cercando delle giustificazioni nella falsa illusione di garantirsi una maggiore sopravvivenza nella istituzione?

Io credo ancora nella rivoluzione che rappresentavano quelle piazze piene di gente entusiasta, continuerò a lavorare a testa bassa e sarò a disposizione di tutte quelle persone che non hanno perso la loro voglia di partecipare e nemmeno quella di migliorare il nostro Paese.
Da oggi, le nostre strade, la mia e quella del MoVimento 5 Stelle, si separano’, conclude.