Il governo si sta confontando su nuove restrizioni per contrastare la diffusione del Coronavirus. Per le attività commerciali ritenute non necessarie, come nel caso delle sale giochi o delle sale scommesse, non è una buona notizia.

Secondo quanto si legge sui maggiori quotidiani nazionali, stamattina è previsto un vertice di governo tra i capidelegazione. Si dovranno decidere le misure da adottare ancora prima della scadenza del DPCM vigente prevista per il 15 gennaio.

Si parla di misure rafforzate per le zone qualificate come ‘gialle’da far scattare il 7 gennaio, quando tutte le Regioni torneranno appunto in area gialla.

Da qui l’ipotesi di nuovi criteri per il calcolo dell’Rt, più restrittivi, tali da consentire la classificazione di zone arancioni e rosse regionali.

In alternativa un nuovo giro di vite nazionale che potrebbe portare a istituire zone rosse nei fine settimana sull’intero territorio italiano.

Questo vuol dire chiusura totale per bar e altre attività di ristorazione , ristoranti, negozi, centri commerciali. Ma anche stop a spostamenti che non siano motivati da necessità e alla circolazione intercomunale e interregionale.

Al momento le rigide limitazioni per il comparto ristorazione sono valide fino al 15 gennaio. Almeno fino a quella data – e salvo nuove regole varate da governo e premier -, in zona gialla bar, ristoranti e pizzerie resteranno aperti (anche nei giorni festivi) con consumo al tavolo solo dalle ore 5 alle ore 18, mentre dopo sarà vietato consumare cibo e bevande nei locali o per strada. Dalle ore 18 alle ore 22 sarà tuttavia consentito l’asporto, mentre la consegna a domicilio resterà sempre possibile. Chiusura totale invece per le attività di raccolta di gioco all’interno degli stessi locali (comprese le slote le scommesse) così come quella delle sale giochi, attività specializzate.

Secondo le prime notizie le nuove misure su cui si sta decidendo  potrebbero essere estese almeno fino alla prima settimana di febbraio.

A pesare sulle decisioni di governo e regioni saranno i dati forniti dalla Cabina di regia per il monitoraggio regionale. Che al momento non sono buoni: l’ultimo report dell’Iss ha infatti evidenziato la risalita dell’indice Rt a 0.93. “In particolare – analizza il documento – 9 Regioni e province autonome sono classificate a rischio basso: 11 sono classificate a rischio moderato, di cui tre (Emilia-Romagna, Valle d’Aosta e Veneto) hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità. Una Regione (Sardegna) ha una classificazione del rischio ‘non valutabile’ – equiparato a rischio alto – data la bassa percentuale di completezza dei dati”. Le Regioni Calabria, Liguria e Veneto hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo 2 nell’epidemia di coronavirus in Italia.