“La Legge Regionale n. 9/2016 si pone l’obiettivo di prevenire il gioco d’azzardo patologico (GAP), che rappresenta un vero e proprio dramma socio-sanitario al punto che il Ministero della Salute ha deciso di inserirlo nei LEA a partire dal 2017, facendosi carico delle persone che cadono in una situazione di tale dipendenza, senza contare i fenomeni correlati come quello delle crisi familiari e del sovraindebitamento” spiega Domenico Rossi.

“Una delle azioni più significative della legge – prosegue il vicepresidente della Commissione Sanità – è quella di rendere meno pervasivo il gioco d’azzardo, che negli ultimi decenni ha visto una crescita esponenziale a causa di un eccesso di offerta a livello globale, che non ha nemmeno risentito della crisi del 2008.  In Italia, da quando lo Stato ha deciso di “fare cassa” con il gioco d’azzardo – a partire dagli anni ’90 -, l’offerta è aumentata raggiungendo ogni luogo e spazio di vita dei cittadini: la diffusione delle macchinette è di una ogni 132 abitanti, solo Giappone e Australia fanno peggio, rispettivamente 28 e 122, nel mondo”.

“Oggi, grazie a un rapporto di IRES Piemonte sugli effetti della legge abbiamo i primi dati a disposizione: dal 2016 ad oggi assistiamo ad una riduzione del gioco fisico del 9,7%, a fronte di un aumento del 1,6% nel resto d’Italia, e delle perdite dei cittadini del 17,8% (nell’ordine 500mila euro). Tutto questo senza uno spostamento verso l’online che in Piemonte cresce meno che nel resto d’Italia. Invece di tornare indietro occorre applicare la legge anche sulle VLT e soprattutto far partire il piano di prevenzione pronto da aprile 2019” afferma Rossi.

“Ci sono i pareri e poi ci sono i dati, chi amministra dovrebbe tenere in considerazione questi ultimi. E’ aumentato il gioco illegale: falso. E’ aumentato il gioco online: meno che nelle altre regioni italiane” aggiunge Diego Sarno.

“Abbiamo il dovere di tutelare i Sindaci e gli amministratori locali coraggiosi – prosegue Sarno – quelli che con ordinanze hanno applicato la norma restrittiva: modificando la Legge Regionale del 2016 daremmo un segnale a questi amministratori, il segnale che da ora in poi saranno soli ad affrontare questa problematica sanitaria e di ordine pubblico”.

“A livello di apparecchi, nella nostra regione nel 2016 le newslot erano 35.867, le videolottery 4.498 e le comma 7 erano 4.815, pari ad un apparecchio ogni 97 abitanti. A distanza di due anni questi dati sono scesi rispettivamente a 13.451 (newslot) e 3.676, pari a una macchinette per ogni 202 abitante. Unico dato in aumento è quello delle VLT, che nel 2018 sono salite a 4.531”.

“Ci opporremo con tutte le nostre forze alla volontà del centrodestra di cambiare la legge che previene e contrasta il Gioco d’azzardo patologico, una legge che nel 2016 abbiamo voluto con forza per far fronte a un vero dramma sociosanitario che colpisce principalmente le fasce più deboli della popolazione. A distanza di tre anni dall’entrata in vigore del provvedimento sono i dati a certificarne l’efficacia e siamo convinti che i risultati potrebbero ancora migliorare. Cambiare una legge che funziona, spazzando via ogni argine all’eccesso di offerta di gioco potrebbe avere un impatto disastroso” conclude il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

Sono risultati incontestabili aggiunge il capogruppo regionale di Luv Marco Grimaldi, presente alla conferenza stampa – soprattutto tenuto conto che la legge non è stata applicata ancora alle grandi sale VLT e che da giugno, di fatto, c’è stata un’omissione dei controlli. Al riguardo, occorre che la Procura apra un’inchiesta sui mancati controlli e che le forze dell’ordine si impegnino a esercitarli. Non possiamo permetterci di temere chi ‘in questo gioco’ è più forte e più grande“. 

Da più di un anno sono ferme le gare e la campagna di comunicazione, mentre rimangono ancora 500mila euro da spendere fra quelli destinati ai progetti sull’educazione e l’informazione sul contrasto alla ludopatia, inclusi quelli per il logo da affiggere nei locali slot free. Una vergogna, la verità è che la Giunta non solo vuole cancellare la legge, ma da mesi la sta boicottando attivamente conclude Grimaldi. (nella foto D.Rossi)