“Le mancanze del testo approdato alla Camera dei deputati sono ampie e diverse; (…) non sono presenti interventi, richiesti dalla maggioranza dei gruppi parlamentari in prima lettura, per rifinanziare il Fondo per l’Intrattenimento digitale; il Fondo, istituito con una prima dotazione di 4 milioni, è destinato al finanziamento diretto di prototipi di videogiochi commerciali Made in Italy fino al 50 per cento dei costi eleggibili complessivi per ciascun prototipo. Lo stanziamento previsto per il 2020, pari, appunto, a 4 milioni di euro, è andato esaurito dopo sole tre ore dall’apertura ufficiale da parte del MiSE, il 30 giugno 2021, per le richieste di accesso al finanziamento; lo sviluppo e la preproduzione di un prototipo di videogioco costituisce un processo particolarmente dispendioso in termini di risorse, e lo stanziamento iniziale del Fondo si è rivelato insufficiente – a fronte di una fortissima richiesta da parte delle aziende – per supportare il settore“.

E’ quanto si legge nella relazione di minoranza del gruppo di Fratelli d’Italia (con cui è stato deliberato di riferire in senso contrario) – presentata dalla relatrice Lucaselli (FdI) e riportata nelle Commissioni Cultura (a firma dei deputati di tutto il gruppo FdI), Ambiente (a firma dei deputati FdI Foti, Butti e Silvestri) e Affari sociali (a firma dei deputati FdI Ferro, Bellucci e Gemmato) della Camera – relativa alla Legge di Bilancio 2022.

Concetto ribadito da Federico Mollicone (FdI), che ha affermato in Commissione Cultura: “Non sono presenti interventi, richiesti dalla maggioranza dei gruppi parlamentari in prima lettura, per rifinanziare il Fondo per l’Intrattenimento digitale”. Lo stesso Mollicone ha presentato un emendamento a sua prima firma finalizzato al “sostegno del settore dell’intrattenimento mediante la destinazione di una parte del contributo del Canone Rai al finanziamento di nuove produzioni e di nuovi format”. Emendamento respinto dalla Commissione.

In Commissione Bilancio la relatrice Daniela Torto (M5S) ha invece ricordato “l’istituzione di un Fondo per garantire il funzionamento degli impianti ippici di recente apertura (commi 870 e 871)”.

In Commissione Agricoltura la presidente e relatrice, Maria Spena (FI), ha ribadito: “I commi 870 e 871 – introdotti al Senato – istituiscono, presso il MIPAAF, un fondo per garantire il funzionamento degli impianti ippici di recente apertura, con una dotazione di 3 milioni di euro per il 2022 e 4 milioni di euro per il 2023. Si rinvia ad un successivo decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali al fine di stabiliti i criteri di riparto delle citate risorse tra gli impianti ippici aperti nel 2021”.