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(Jamma) – L’esame della Relazione sullo stato di attuazione della legge 8/2013 per la prevenzione e il contrasto del gioco d’azzardo patologico che si è svolto ieri al Comitato paritetico del Consiglio regionale ha evidenziato punti di forza e punti di debolezza della legge stessa a 3 anni dalla sua entrata in vigore.

“L’approvazione all’unanimità della legge è stato un esempio di buona politica da parte del Consiglio regionale, ora però è necessario valutare attentamente gli esiti che il provvedimento ha sortito per verificarne l’efficacia” dice il consigliere Pd Carlo Borghetti.

Dai dati emerge che il bando regionale di 3 milioni di euro ha consentito l’attivazione in Lombardia di 68 progetti, di cui 58 da parte dei Comuni, volti all’informazione, alla formazione, azioni no slot, controllo e vigilanza, mappatura; le ex Asl hanno aperto sportelli di consulenza e di diffusione di materiale informativo rivolti alla popolazione e a target selezionati, quali esercenti, polizia locale, operatori sociali. Sono stati realizzati oltre 560 corsi di formazione per gestori di locali con il rilascio di 13.565 attestati; i Sert della Lombardia hanno assistito oltre 2000 giocatori patologici erogando oltre 47mila prestazioni.

“A fronte di questi risultati occorre però rimarcare che altre misure messe in campo risultano non sufficientemente efficaci: non c’è alcuna evidenza dell’utilizzo del marchio No Slot; solo due contribuenti in tutta la regione hanno usufruito dell’agevolazione IRAP (riduzione dello 0,92%) prevista dalla legge per disinstallare le macchinette: è evidentemente una misura da ripensare; ma il dato più preoccupante è l’aumento delle macchinette new slot tra il 2014 e il 2015 a fronte di una diminuzione nel biennio precedente: dobbiamo quindi chiederci se non siamo di fronte a un nuovo allarmante trend. Anche sul sistema delle sanzioni in capo ai Comuni non abbiamo evidenza di efficacia e urge al più presto conoscerne numero e entità. Proporrò una risoluzione del Consiglio regionale che chieda a Maroni di colmare le lacune conoscitive e di ripensare alcuni provvedimenti previsti dalla legge che si sono dimostrati inefficaci: la lotta alla ludopatia chiede determinazione e aggiornamento continuo degli strumenti di contrasto”, conclude Borghetti.

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