azzardo
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(Jamma) – “Mentre il comune di Costa di Rovigo sarà il Comune campione nella lotta al gioco d’azzardo (scelto insieme ad altri duecentodiciotto Municipi italiani) e sempre in Polesine anche Rovigo sta facendo una lotta senza quartiere contro il mancato rispetto degli orari delle sale gioco, normalmente gestite da cinesi, a Lendinara (RO) assistiamo al paradosso che prima si vota in consiglio all’unanimità la mozione del Movimento 5 Stelle presentata dal consigliere Federico Sambinello, per poi ritirarla poco dopo, per accontentare qualche esercente”.

Così in una nota il Movimento 5 Stelle di Lendinara, che attacca il Comune.

“La motivazione addotta dagli assessori di riferimento, e avallata dal sindaco Viaro, è a dir poco ridicola e si è tradotta in questa frase: dal momento che un avventore può andare a giocare in un altro Comune limitrofo, l’amministrazione ha ritirato la delibera in attesa che tutti i comuni aderiscano all’iniziativa. Questo vuol dire chiaramente, tradotto dal politichese, non attuare mai la delibera andando anche contro a una decisione presa dal Consiglio comunale, perdendo l’opportunità e il coraggio di essere, per una volta, pionieri in Polesine nella lotta alla ludopatia, in quanto già a dicembre 2015 il consiglio aveva dato il via (la quale peraltro stava dando dei risultati)”.

“L’amministrazione Viaro, dopo il ritiro dell’ordinanza, non ha fatto più nulla di concreto per contrastarla nel proprio territorio – prosegue la nota – Si è limitata a un protocollo che poi è stato inviato al Prefetto che, tra le varie cose, indicava tra l’altro una razionalizzazione e un coordinamento dei servizi di controllo amministrativo degli esercizi pubblici e dei circoli privati dove sono presenti queste macchinette mangiasoldi, finalizzati al rispetto delle norme a tutela dei minori e il possesso dei titoli autorizzativi. Vale a dire controllo sul territorio come sta facendo Rovigo”.

“I nostri amministratori non si rendono conto che di fronte a Costa e a Rovigo (citiamo solo due città) stanno facendo una figura barbina? Chiediamo quindi di passare dalle parole ai fatti. Pur capendo i problemi e le esigenze commerciali dei singoli esercizi, non possiamo accettare l’idea che a farne le spese sia la tutela dei cittadini, che vanno difesi da quella che è una vera e propria piaga sociale: il rischio infatti è che, per continuare a tutelare profitti privati si scarichino i costi sulla collettività. Quando mai una disposizione utile, se non necessaria, viene ritirata solo perché a qualcuno non piace? Nel paese dei balocchi c’era più serietà”.

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