Respinto dall’Aula del Consiglio regionale della Puglia il subemendamento Colonna (Noi a Sinistra) all’emendamento numero 2 con cui veniva chiesto di ripristinare la distanza di 500 metri anzichè dei 250 previsti dall’emendamento per le nuove autorizzazioni e sostituire la parola strutture sanitarie con strutture sociosanitarie.

Sempre in merito al comma 2 è stato invece approvato un subemendamento, a firma dei consiglieri Marmo, Gatta, Abaterusso ed altri. Dice: «Dopo le parole “luogo di culto” è aggiunto: “a seguire il periodo restano valide le autorizzazioni comunque concesse prima dell’entrata in vigore della presente disposizione”». È una precisazione. Nel testo è già scritto, però è un’ulteriore precisazione.

Approvato anche l’emendamento di pagina 2. L’emendamento di pagina 3, avendo modificato il comma, è decaduto. Anche quello di pagina 3-bis, a firma Marco Galante è decaduto. Si è quindi passati al subemendamento n. 4 “eliminare la parola”, a firma di Zullo. E’ stato sostituito integralmente il capitolo a cui faceva riferimento.

Zullo (DI) ha chiarito: “Presidente, colleghi, io avevo presentato questo subemendamento all’emendamento Santorsola con l’idea che ci possono essere anche degli esercizi di piccole dimensioni per cui limitare l’ampliamento al 50 per cento potrebbe non essere utile per le aspettative dell’esercente. Però, proprio perché io voglio ritornare a un clima di serena condivisione, io penso che se il collega Santorsola modifica quel 50 per cento, se lo modifichiamo pensando di portarlo al 75 per cento, io questo emendamento lo ritiro perché in questo modo possiamo contemperare l’esigenza della maggior parte delle persone che svolgono questa attività. Per cui, Santorsola, io lo ritiro e faccio il subemendamento. Grazie”.

E’ quindi intervenuto Marmo (Fi): “Presidente, l’emendamento che viene modificato dal subemendamento del collega Zullo utilizza una terminologia e interviene su questioni che credo siano assolutamente fuori luogo, per il semplice motivo che l’emendamento che si vuole modificare dice: «Ai fini della presente legge, per “nuova autorizzazione” si intende l’installazione di apparecchi aggiuntivi, esclusa la sostituzione di apparecchi esistenti». La definizione di “nuova installazione”, di nuova autorizzazione, è disciplinata dal Testo unico di polizia locale. Non siamo noi che diciamo che cos’è una nuova autorizzazione e se un locale può essere ampliato del 50 per cento o del 75 per cento. Tant’è vero che, nell’incontro che abbiamo avuto, alcuni hanno pensato di ritenere che questo emendamento non debba essere approvato. Poi, quando arriviamo al successivo emendamento, che modifica la legge regionale e va ad eliminare i commi 3 e 4 dell’articolo 8, penso sia meglio mantenere in capo al Comune l’articolo già esistente, cioè: “Al fine di perseguire le finalità di cui all’articolo 1, salvo quanto previsto dalla normativa nazionale”, la definizione che ci salva da ogni nostra intromissione, perché la legge potrebbe essere osservata a livello centrale, “i Comuni possono disciplinare nell’ambito dei propri strumenti di pianificazione”, quindi devono mettere in atto un’attività pianificatoria riservata ai Comuni. Quindi, possono stabilire che alcune attività stiano in un luogo e altre in altri, anche se oggi l’orientamento dell’urbanistica è quello di mescolare più attività per rendere vivo il tessuto urbano. Credo che questo subemendamento… È chiaro, se viene approvato il subemendamento del consigliere Zullo, va meglio che il 50 per cento, ma io pensavo che sarebbe opportuno che venga ritirato il primo e venga ritirato anche l’emendamento successivo, che è quello di pagina 4, infatti il subemendamento del consigliere Zullo si riferisce a quello di pagina 4, così noi facciamo rivivere il comma 4. Non so se sono stato chiaro, Presidente. Ho cercato di essere il più sintetico possibile. Cioè, non andiamo a modificare le cose che oggi… Esatto”.

Si è quindi preceduto alla votazione, prima con il subemendamento a firma del consigliere Zullo, che cambia solo il 50 per cento con il 75 per cento.

Presenti 40, votanti 40, favorevoli 32, contrari 8. È approvato.

Quindi è stato votato l’emendamento di pagina 4.

Presenti 39, votanti 36, favorevoli 36, astenuti 3. È approvato.

Quindi a pagina 5, dove c’è a firma dei consiglieri Galante e Di Bari la soppressione del comma 3 dell’articolo 1 della proposta di legge.

Favorevoli 40, votanti 40, favorevoli 4, contrari 36. Non è approvato.

Poi c’è a pagina 6 il subemendamento a firma di Abaterusso “al comma 5 dopo le parole ‘dell’esercizio’ aggiungere la lettera c) ‘anche mediante pannelli amovibili’”. Ed un ulteriore subemendamento. Quindi la lettera c) dell’emendamento successivo, di pagina 6. Alla lettera c) il collega Abaterusso chiede di aggiungere “anche mediante pannelli amovibili”.

Marmo (Fi): “Ma una volta che approviamo l’emendamento, si presume che l’emendamento così come modificato sia accettabile. Quell’emendamento non è accettabile. Io invito invece i colleghi Abaterusso e Santorsola a ritirare i due emendamenti e a lasciare il comma 4. Se no andiamo a porre tutta una serie di limitazioni, e Comuni che lo faranno e quelli che non lo faranno determineranno una situazione assolutamente varia e sconnessa. Cioè, interveniamo in cose non utili alla bisogna, non servono a niente, non servono contro la ludopatia, è stato detto da chi mi ha preceduto, da Romano, da Zullo, dagli altri. Cioè, che cosa facciamo? Rendiamo più confortevole, il luogo? Lasciamo stare così come si organizza il mercato e lasciamo ai Comuni la loro potestà, naturalmente sapendo che tutti quanti noi attendiamo la normativa nazionale che potrà darci qualche altro elemento in più. Vanno eliminati sia questo che l’altro. Invito i colleghi a tenere più asciutto e meno modificato il testo di legge esistente”.

Santorsola (Noi a Sinistra): ‘Io vorrei richiamare il collega Marmo a quella correttezza a cui lui ha fatto riferimento all’inizio di questa seduta. Nell’ambito dell’incontro con le altre parti avevamo stabilito che, in fondo, non si abrogava… Si abrogava il comma 4 e si manteneva questo emendamento. Diversamente, se dobbiamo togliere questo emendamento, dovremmo mantenere il comma 4 che dà ai Sindaci la possibilità di identificare luoghi sensibili diversi da quelli espressi in questa legge. Perfetto. Seconda cosa. Questo emendamento non fa riferimento solo alle distanze, che sono discutibili, sul quale ognuno può esprimere il suo parere, sottoporlo al voto e avere o meno il consenso dell’Aula, ma c’è anche il problema delle pubblicità e c’è anche il problema dell’esposizione delle quantità di superficie che possono essere messe in un esercizio che ha altra natura rispetto a quella della vendita di gioco, per i prodotti di gioco. Esaminiamo punto per punto questo emendamento. Io confermo la presentazione, assolutamente in coerenza con la Conferenza Stato-Regioni. Perfetto”.

Zullo (DI): ‘Presidente, non per attardare i lavori, ma voglio intervenire perché anche da questa parte c’è un po’ di titubanza. Vi dico quello che è successo nella Conferenza dei Capigruppo. Il collega Santorsola ha messo in evidenza un’intesa Stato-Regione che parla di queste situazioni e che dice di applicarle subite e di disapplicare il comma 4 di cui all’articolo 8, perché non si dia ai Comuni la possibilità di agire in difformità e disomogeneamente su tutto il territorio regionale. È stato un discorso che ha preso noi e che ha convinto anche le parti in causa. Ora, colleghi, tenete presente che quello che è scritto in questo emendamento non attiene a quello che dice il comma 4, perché questo emendamento parla delle dimensioni degli esercizi, mi sembra di capire, mentre quello che dice il comma 4, che vogliamo eliminare e che, comunque, elimineremo, parla della pianificazione territoriale. Sono due cose differenti, ma comunque io sono disponibile a mantenere la posizione assunta nella Conferenza dei Presidenti”.

Si è quindi proceduto a votare il subemendamento a firma del consigliere Abaterusso.

Presenti 32, votanti 27, favorevoli 27, astenuti 5. È approvato.

È poi arrivato un ultimo subemendamento a firma del consigliere Galante, in cui ci dice sostanzialmente di sopprimere la lettera d) dell’articolo 3. È all’emendamento di pagina 6. Presenti 38, votanti 30, favorevoli 6, contrari 24, astenuti 8. Non è approvato.

Si è quindi votato l’emendamento di pagina 6 già discusso. Presenti 39, votanti 36, favorevoli 28, contrari 8, astenuti 3. È approvato.

A pagina 7. Sempre a firma di Galante c’è un emendamento “dopo il comma 3 è inserito il seguente”. Decaduto perché doveva essere votato prima, alla fine del comma 4: “i Comuni possono altresì”.

A pagina 7 un ulteriore testo: “alla fine del comma 4 è aggiunto il seguente ‘i Comuni possono altresì disporre di limitazioni temporali’”. A pagina 8 se viene eliminato per intero il comma 4 dell’articolo 7, decade anche l’emendamento di Galante.

Quindi il voto a pagina 8. Presenti 37, votanti 36, favorevoli 33, contrari 3, astenuti 1. È approvato.

Quello di prima, di pagina 7, a questo punto decade.

A pagina 9. Sempre all’articolo 1, al secondo periodo del comma 4 dell’articolo, dopo le parole “la Giunta regionale”, sono aggiunte le seguenti: “sentite le organizzazioni di categoria e la competente Commissione consiliare”. Presenti 37, favorevoli 7, contrari 26, astenuti 4. Non è approvato.

A pagina 10: «Dopo il comma 6 dell’articolo 1 è aggiunto il seguente comma: “I Sindaci, nell’ambito dei comitati”», eccetera. Non è approvato.

Alla fine degli emendamenti all’articolo 1 della proposta di legge è stato votato e approvato l’articolo. Presenti 42, votanti 42, favorevoli 36, contrari 6.

Articolo 2. A pagina 11, c’è l’emendamento del consigliere Santorsola, con cui chiede di cancellare i concessionari di giochi e scommesse dalla convenzione.

Marmo (Fi): “Questo emendamento interviene nel comma in cui la norma dispone che la Giunta regionale promuove la stipula di apposita convenzione tra la Regione e le Forze dell’ordine presenti sul territorio regionale e i concessionari di giochi e scommesse e le ASL pugliesi, finalizzata ad attivare uno specifico programma comune di azioni e interventi nel campo della prevenzione. Siccome tutti quanti ci siamo sciacquati la bocca con la prevenzione, chi escludiamo dall’attività di prevenzione? Escludiamo gli esercenti di queste attività, che dovrebbero essere coinvolti in prima persona, dovrebbero essere i primi a notare dove ci sono azioni non conformi. Allora, rispetto a questo, voglio sommessamente ricordare al collega che abbiamo l’articolo 8, dove addirittura la legge attualmente in vigore fa partecipare a queste attività gli enti, le associazioni di auto-mutuo aiuto, quindi io credo che in tutta questa attività che è di prevenzione, e qui stiamo parlando di prevenzione e di come organizzare la prevenzione, non si può escludere nessuno. Eliminare da questa norma i concessionari di giochi e scommesse è farli diventare soggetti subalterni, che devono obbedire alle decisioni che vengono assunte in questa convenzione tra Regione, ASL e magari associazioni di volontariato. Loro devono essere silenti e non possono esprimere nessuna opinione. Ne abbiamo parlato, insomma. La partecipazione credo che debba essere totale. Tutti gli organismi devono partecipare a fare in modo che si possa prevenire ogni eccesso in questa serie. Io quindi naturalmente voterò contro questo emendamento del collega Santorsola, e invito lo stesso a ritirarlo per evitarci di votare contro questo emendamento. Grazie”.

Zullo (DI): “Pure io sono sulla stessa lunghezza d’onda. D’altronde, abbiamo affrontato l’argomento nella Conferenza dei Capigruppo. Ora, si tratta di una pianificazione di attività, di prevenzione, di vigilanza e di repressione, dove il parere, il sentire proprio le associazioni di categoria può aiutare, perché loro sanno come vanno le situazioni. Io parto dal presupposto che tra gli esercenti c’è la maggioranza, o la stragrande maggioranza, di gente onesta, che vorrebbe che tutta l’attività fosse rivolta verso quelli che non osservano le leggi. Ecco perché io penso che questo emendamento, e mi auguro che il collega Santorsola rifletta, vada ritirato. La presenza delle associazioni in questo protocollo d’intesa significa responsabilizzazione forte della categoria, significa che loro in prima persona si sentono parte integrante di un programma di prevenzione, di un programma di vigilanza, di un programma di repressione verso chi non risponde alle norme, che poi getta fango sull’intera categoria, quei pochi: come spesso succede quando siamo tifosi allo stadio, alcuni fanno gli scemi e si getta fango su tutti. Io penso allora, caro collega Santorsola, che forse ritirarlo sarebbe la decisione più giusta”.

Santorsola (Noi a Sinistra): “Raccolgo l’invito, perché credo che alcune delle motivazioni siano condivisibili e ritiro l’emendamento”.

E’ stato quindi votato il numero 3. Presenti 40, votanti 40, favorevoli 34, contrari 6. È approvato.

Quindi l’ultimo emendamento, quello di pagina 13, che sostanzialmente chiede di abrogare la norma transitoria del vecchio testo. Presenti 40, votanti 40, favorevoli 34, contrari 6. È approvato.

E’ stato quindi votato e approvato l’articolo 2 (Presenti 42, votanti 42, favorevoli 33, contrari 6).

Si è quindi proceduto al voto sull’intero testo di legge.

Marmo (Fi): “Solo per dichiarare il nostro voto favorevole a questo provvedimento, non senza lamentare che il Consiglio regionale della Puglia, al contrario di altri Consigli regionali che hanno cancellato l’attività legale di queste organizzazioni e hanno favorito, invece, lo sviluppo di quelle illegali, interviene, ancora una volta, prima che il Governo centrale produca le proprie norme. Noi speriamo che le norme che verranno redatte a livello nazionale siano chiare e applicabili, distinguano le competenze tra Regione e Stato centrale, eliminino, lo speriamo, la questione delle distanze che secondo noi non servono a niente, ma è questione che abbiamo già dibattuto in quest’Aula, e ognuno la pensa come vuole. Speriamo che quello che abbiamo prodotto in queste settimane e concluso oggi con la votazione, nella rappresentazione, nella documentazione che gli uffici ci produrranno, sia effettivamente coerente con la norma stessa che la Regione si è data. Speriamo che non siano stati compiuti da parte nostra degli strafalcioni. Vedremo quello che verrà fuori, lo leggeremo e verificheremo la coerenza con la normativa. Nel caso ciò non fosse, io credo che dovremmo tornare a valutare qualche modifica. Speriamo che vada tutto bene. Per cui, ringrazio il Consiglio e tutti coloro i quali hanno partecipato. Abbiamo concluso questa fase, è solo una fase, e restiamo in attesa della normativa nazionale. Noi votiamo favorevolmente al provvedimento”.

Galante (M5S): “Vorrei ribadire che la Regione Puglia ha titolarità ad occuparsi della sanità, consigliere Marmo, è inutile continuare a dire bugie ai cittadini. Non dobbiamo aspettare nessuna norma nazionale, non ce n’è bisogno. Altrimenti, rinunciamo alla delega sulla sanità. Non c’è Emiliano, mi dispiace, anche perché ho saputo che l’incontro sul TAP è finito già da tantissimo tempo: proprio non è in grado di mettere la faccia su questa cosa. Quello che stiamo facendo noi è cercare di tutelare anche i lavoratori. Voi avete avuto tempo sei anni, la legge è vostra. Qui è presente solo una parte del problema. Non ci sono le famiglie, non ci sono quelli che purtroppo sono caduti nell’usura. Avete creato una situazione paradossale, vi siete arrampicati sugli specchi tutti quanti, avete tentato di parlare di questo salvataggio che praticamente è solo unilaterale. Noi, a differenza di altri ci stiamo mettendo la faccia e sappiamo benissimo che bisogna tutelare i lavoratori, non stiamo rinunciando a questo. Voi invece avete parlato solo di un argomento, lasciando le famiglie e le fasce più deboli che non saranno tutelate né con la distanza, che era già stata calcolata come efficace – vedi cosa hanno prodotto altre Regioni, tipo il Piemonte, o anche i Comuni – così come dei luoghi sensibili. Per voi non c’è nessun problema a veder spuntare queste sale giochi con le slot ovunque, in qualsiasi punto della città, davanti alle scuole, davanti a tutti i centri di aggregazione giovanile e quant’altro. Come vi dicevo, avete tolto, sì, la testa da sotto la sabbia, avete tolto la maschera, vi siete organizzati ‒ come avete detto voi ‒ con una sola parte, perché avete fatto gli emendamenti con una sola parte, senza tenere presente che il nostro compito è la tutela della salute innanzitutto, perché questa è una legge di natura sanitaria”.

Zullo (DI): “Colleghi, mi verrebbe da stigmatizzare l’assenza del Presidente Emiliano, assessore alla sanità, però io dico “meno male”, per fortuna, perché Emiliano è sempre stato divisivo, non è stato mai l’elemento accomunante rispetto a un’idea che porta alla soluzione dei problemi di questa Puglia. Se siamo arrivati a questo risultato è perché Emiliano ci ha abbandonati. Dico ancora di più. Non so se questa sarà la migliore legge per poter contemperare le esigenze di chi lavora nel settore e l’esigenza di chi, purtroppo, cade in questo dramma. Io non lo so, però una cosa è certa: quando siamo chiamati ad assumerci le nostre responsabilità ce le prendiamo, nel bene e nel male. Abbiamo sempre messo la nostra faccia, e anche oggi mettiamo la nostra faccia con questo voto favorevole. Le leggi vengono monitorate nei loro effetti. Produrranno effetti positivi? Continueremo a mantenerle. Produrranno effetti negativi? Con senso di responsabilità, in assenza di Emiliano, io sono certo che ci riuniremo ancora per poter apportare le modifiche necessarie. Però non posso più sentire ‒ ascoltatemi ‒ quella litania di chi sta alle mie spalle, che, non assumendosi mai nessuna responsabilità, salvo prelevare i fondi del gioco d’azzardo per raggiungere i loro obiettivi politici elettorali, quelli del reddito di cittadinanza, di Quota 100, non li posso più ascoltare, loro che non assumono nessuna responsabilità, qui criticare chi, invece, si assume una propria responsabilità. La nostra responsabilità, caro Presidente e cari colleghi, è nel voto favorevole a questa legge”.

Romano (Misto): “Per dichiarare a nome di tutti noi il voto favorevole a questa legge. Voglio anche fare alcune considerazioni ad alta voce, avendo già ripetuto in Commissione un mio pensiero, il mio punto di vista. Io non riconoscerò mai a nessuno la funzione di moralizzatore della società parlando di me e della mia storia. Penso di parlare a nome anche di altri colleghi. Galante fa il moralista e richiama il popolo sovrano a bacchettare i bravi e i cattivi non glielo consento. Dico questo perché c’è un approccio illiberale su questi ragionamenti che io non posso accettare dal punto di vista culturale, ma anche per le esperienze. Vi sono persone, come me, come tanti di noi che sono presenti in quest’Aula, che, oltre a questa funzione legislativa, hanno svolto anche altre funzioni. Io sono stato sindaco, vi sono altri colleghi che hanno fatto i sindaci nelle loro comunità, e nel silenzio più assoluto si andava a parlare con la parrocchia quando c’era il ragazzo o il genitore o la mamma che prendevano strade sbagliate. Lo dico adesso perché sono stato provocato. Allora, che nessuno si erga a difensore o a censore dei comportamenti. Stiamo parlando di una legge che affronta le questioni in modo sereno. Dico questo e aggiungo anche un’altra considerazione. Io ho seguito tutte le votazioni in religioso silenzio, tutti gli emendamenti li ho seguiti e ho visto quando le presenze erano sette e i voti erano quattro, le presenze erano cinque e i voti erano quattro. Quindi, i mal di pancia e i punti di vista diversi sulla materia stanno di qua e stanno anche di là.

È giusto che ognuno mantenga il suo punto di vista sull’argomento, è giusto che continui a dire “la sanità, la sanità, la sanità”, ma io dico da questa parte che la sanità è competenza dello Stato. Io ricordo il messaggio forte da campagna elettorale con il quale si diceva al popolo sovrano: da domani non ci sarà più per le TV nazionali, statali e private, lo spot per il gioco sul calcio, per le scommesse eccetera… No, parlo delle scommesse. Parlo delle scommesse. Io parlo oggi e parlo della mia TV. Probabilmente le altre funzionano meglio. Da luglio… Non so neanche se rimaniamo noi in Aula e se rimanete voi al Governo a luglio. È talmente fluida la situazione. Lasciamo stare questi argomenti. Io so che avete detto, un anno fa, che sarebbero scomparse, accendo la TV e sento: vuoi giocare, vuoi scommettere? Rientriamo nell’argomento lasciando la demagogia da parte, perché la gente vuole la risoluzione dei problemi. Allora, avete fatto la vostra battaglia? Ma non ci nascondiamo sullo struzzo che esce fuori la testa perché c’è la sanità competente e si chiama il Presidente Emiliano. Se il Presidente Emiliano non c’è, ci sono io, consigliere regionale eletto dal popolo sovrano, come tutti noi, e sto assumendo una responsabilità chiara e definita su questa legge, dicendo, da un lato, che la ludopatia è un problemaccio, per l’oggi e per il domani. Detto questo, aggiungo anche che si affronta nei luoghi sensibili, con una formazione adeguata, con una terapia adeguata. I luoghi sensibili sono le scuole, sono i SerT, sono i consultori. Questa cosa non la possiamo affrontare noi, siamo troppo piccoli, come Regione, per dare queste risposte. Stiamo dando risposte legate ad una scadenza e ad impegni che abbiamo assunto, e siamo riusciti, con questi due articoli, a dare risposte, anche se non le migliori. Rinchiudere però tutta la materia sul distanziometro, o sulle cose che con gli emendamenti sono state portate in quest’Aula, era strumentali. E quanto a parlare, con un emendamento, della Conferenza sulla sicurezza che viene convocata: che competenza abbiamo noi a codificarla? Stavamo dicendo cose così. I due articoli quindi affrontano e rispondono a problematiche complesse. Ripeto: io sono partito con il sì convinto al distanziometro; poi ho ascoltato persone più competenti di me, che mi hanno convinto, che mi hanno detto che se facevamo questa operazione, ed erano magistrati sul campo, in trincea da molti anni, le periferie dei comuni e delle città sarebbero state sommerse da questa problematica. Io ho ascoltato, ho riflettuto su quello che mi hanno detto e ho cambiato posizione. In Commissione abbiamo fatto un ottimo lavoro, grazie al contributo dei colleghi della maggioranza – Santorsola, Paolo Pellegrino, Ernesto, Fabiano, che ha chiamato l’Eurispes ad esprimersi in una Commissione ufficialmente – e anche ai colleghi di là: Nino Marmo, Ignazio, Luigi, che stava affianco a me quando abbiamo licenziato il testo. L’abbiamo licenziato in un certo modo, siamo ritornati in Aula e abbiamo voluto modificarlo ulteriormente. Dopodiché, penso che non sia uscito un pasticcio. Per questo io, a nome loro dico che votiamo convintamente i due articoli della legge che abbiamo fatto”.

E’ stato quindi votato e approvato l’intero articolato. Presenti 43, votanti 43, favorevoli 37, contrari 6.