“La promozione degli strumenti di pagamento elettronico è necessitata sia da ragioni di etica e di legalità ma anche di efficienza e di sviluppo economico e digitale dell’Italia. Va in questa direzione la strada intrapresa, con più decisione dal 2019, di incentivare i pagamenti elettronici mediante una composita gamma di incentivi, alcuni dei quali richiamati nelle Risoluzioni, che già in altri paesi hanno mostrato la loro efficacia: lotteria degli scontrini, cashback, credito d’imposta per esercenti e professionisti, detraibilità delle spese dalla dichiarazione dei redditi condizionata al pagamento con strumenti tracciabili (es. spese mediche, ristrutturazioni edilizie). (…) Per quanto riguarda le altre misure, il cashback è in procinto di essere avviato, mentre per la lotteria degli scontrini è previsto l’avvio per il 2021; la recente Legge di Bilancio incide con modificazioni sulla norma istitutiva della lotteria, rafforzandone l’effetto incentivante sui pagamenti digitali. È importante che si lasci il tempo affinché le potenzialità di queste norme possano dispiegarsi appieno, perché esse possano produrre un effetto apprezzabile da parte dei cittadini e degli esercenti, contribuendo a cambiare le abitudini che già sono in corso di decisive modificazioni per via dell’evoluzione tecnologica, dei costumi e del COVID-19. Da un’indagine condotta dall’Eurosistema di prossima pubblicazione, di cui di recente ha fornito qualche anticipazione la Vice Direttrice Generale della Banca d’Italia, tre italiani su dieci dichiaravano quest’estate che avrebbero modificato le proprie abitudini utilizzando più servizi di pagamento digitali in luogo del contante, anche alla luce della pandemia. Altre rilevazioni di enti di ricerca mostrano che una larga parte dei cittadini (88,2% secondo l’indagine riportata nel Rapporto Ambrosetti 2020) sarebbe disposto a utilizzare di più i pagamenti con carta laddove fossero introdotte forme incentivanti per i consumatori. Crediamo quindi che occorra perseverare nell’incentivare gli operatori del mercato, evitando interventi sui prezzi dell’offerta dei servizi che, oltre ad essere in contrasto con i principi costituzionali, hanno impatti negativi sul livello concorrenziale del mercato, appiattendo l’offerta di servizi, possono causare effetti distorsivi tra operatori e svantaggiare i prestatori italiani nel contesto europeo, incidendo negativamente sulla qualità, sulla sicurezza e sull’innovazione, fattori cruciali per essere competitivi in questo mercato”.

E’ quanto si legge nella memoria rilasciata dal Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, nell’ambito delle audizioni sulla legge di bilancio 2021.