I casi di contagio tra i lavoratori dei bar, ristoranti, attività di somministrazione in genere corrispondono all’1,7% del totale delle denunce arrivate all’INAIL.

Secondo l’ultimo report redatto dall’Istituto sulla situazione dei lavori in tempi di pandemia la categoria più a rischio in assoluto resta quella dei sanitari con circa il 68% dei contagi sul lavoro.

Tra le attività dove si sono registrati meno casi c’è la ristorazione, i bar e gli esercizi commerciali in genere.

Nello specifico si parla di 3,4 % dei casi per la categoria di bar, ristoranti, serzi di alloggio ecc., ovvero una serie di attività piuttosto numerose e diversificate.

Se si considerano le sole professioni la percentuale scende allo 0,7% per gli esercenti e addetti alla ristorazione, contro il 38,7 del personale sanitario, come era facile prevedere.

Questa indagine riguarda esclusivamente i casi di contagio tra i lavoratori, e allora viene da chiedersi se, a fronte di questi dati, ha senso parlare di un serio rischio di contagio da assembramento tra le attività che offrono servizi per il gioco legale. Forse che una sala scommesse risulta essere più rischiosa rispetto alla cucina di un ristorante?

E ancora, come ribadiscono da settimane i rappresentanti del comparto, può davvero essere più rischioso, in termini di contagio, l’accesso ad una slot piuttosto che il contatto tra un commesso e un cliente in un qualsiasi negozio di abbigliamento?