“Non immaginavo che ci fosse una percentuale così alta di giocatori. E’ sicuramente necessario dotare il comune di un regolamento ancora più restrittivo, avviando nel contempo una riflessione sulle somme che vengono riciclate e che dunque fanno comodo alla criminalità organizzata e sulla disperazione della gente che cerca nel gioco d’azzardo una panacea impossibile visto che si entra in un vortice di esistenze soggiogate”. Così l’assessore alla legalità del Comune di Aversa (CE), Benedetto Zoccola.

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A Casal di Principe (CE), un regolamento che disciplini la presenza di sale gioco sul territorio, già esiste. Lo volle – si legge su ireporters.it – la commissione prefettizia che prima del 2014 ha gestito l’ente dopo lo scioglimento per infiltrazione camorristica dell’allora amministrazione comunale. “Sono convinto – sostiene Renato Natale, sindaco del paese – che accanto all’aspetto proibitivo deve necessariamente affiancarsi una campagna di informazione e sensibilizzazione che intercetti i ragazzi nelle scuole. Va cioè affrontata l’enorme diffusione del gioco on line che ormai ha rotto qualsiasi tipo di indugio”.

“Una situazione certamente da monitorare anche se secondo le nostre osservazioni sul territorio, negli ultimi anni, il fenomeno è diminuito anche a causa di una crisi economica non indifferente”, dice il sindaco di Castel Volturno (CE) Luigi Petrella.

Con il Tavolo permanente costituito dal Comitato Don Diana, il coordinamento regionale della Campagna Mettiamoci in Gioco, la Caritas Diocesana di Aversa ed in collaborazione con Avviso Pubblico, che ha deciso di scrivere ai sindaci della provincia di Caserta, si punta a promuovere il marchio “no slot” per gli esercenti che decidono di aderire alla prevenzione.